Il panico Evergrande ha smontato la tesi del Bitcoin come bene di rifugio

Su MeteoWeek ci stiamo occupando del fenomeno delle criptovalute e vi stiamo accompagnando alla scoperta di questo complesso mondo.

Questa volta affrontiamo un tema a nostro giudizio delicatissimo, vale a dire il ruolo del Bitcoin ed in generale delle criptovalute come bene di rifugio. Ultimamente il Bitcoin sta segnando rialzi su rialzi e questo chiaramente crea una grande euforia nella comunità degli appassionati delle criptovalute. Anzi, a ben vedere sono tante le criptovalute che crescono stabilmente di valore e sempre più persone le considerano un buon investimento. Quello che colpisce è che addirittura tanti investitori istituzionali le stiano mettendo nel proprio portafogli di investimenti. Leggendo i sondaggi ed i report sembra come se mese dopo mese il Bitcoin andasse “normalizzandosi”. Vale a dire crescesse negli investitori di tutti i generi la percezione che si tratta di una valuta come le altre, di un investimento assolutamente normale. E la parola d’ordine forse riguardo il Bitcoin è proprio “normale”.

E’ davvero un bene di rifugio?

Infatti la comunità del Bitcoin da anni cerca proprio questo “tag psicologico” più di tutti gli altri. E’ importante per loro che il Bitcoin sia considerato un investimento esattamente come tutti gli altri. Dunque investire in Bitcoin non deve essere diverso che investire in frumento, in azioni, in dollari, ecc. È una tesi piuttosto ardita ma va detto che sempre più investitori la stanno sposando. Ma c’è una tesi ancora più ardita che viene sposata dalla comunità del Bitcoin e che però pian piano si sta facendo strada nei discorsi di tanti investitori. Investitori comuni ma anche tanti guru di Wall Street stanno arrivando a sostenere che il Bitcoin sia un bene di rifugio. Qualcuno attraverso discorsi abbastanza arzigogolati arriva persino a sostenere che sia meglio dell’oro. Il ragionamento di costoro è il seguente.

I Bitcoin non possono essere prodotti in modo arbitrario, ma sono un certo numero fisso. Al contrario la moneta può essere stampata all’infinito e l’oro può essere soggetto a notevoli speculazioni. Che la tecnologia blockchain garantisca una stabilità del numero dei Bitcoin esistenti è verissimo. Ed è anche vero che dollari se ne possono stampare all’infinito e le banche centrali ultimamente hanno davvero abusato di questo mentre i Bitcoin no. Nessuno ha il potere di farlo. Allora il Bitcoin è davvero un bene di rifugio? Quello che ci dobbiamo chiedere relativamente a un bene di rifugio è se ha i “nervi saldi” per resistere quando la situazione in borsa crolla. In definitiva è questo l’unico discrimine tra un bene di rifugio e qualcosa che non lo è.

Cercare rifugio dal bene di rifugio

Allora torniamo indietro nel tempo e vediamo che cosa è successo il fatidico giorno è in cui è scoppiato il panico su Evergrande. Ovviamente in borsa c’è stata una brutta flessione e questo è ovvio. Altrettanto ovviamente l’oro è schizzato in alto… anche questo è ovvio. Ma vediamo un po’ che cosa hanno fatto le criptovalute quel giorno? Lunedì 20 settembre il Bitcoin perdeva il 7,5%. Però! Ethereum, la seconda più importante crypto cedeva addirittura il 9%. Ma torniamo ancora più indietro nel tempo addirittura ai tempi del saggio Re Salomone. Due donne si presentarono al cospetto del re. Si contendevano un bimbo ed ognuna sosteneva di essere la madre. Il test del DNA era evidentemente fuori discussione e così il saggio Re disse: “Tagliatelo in due: ognuna ne avrà una metà.”

Istintivamente una delle due donne urlò: “No, dallo a lei!”. All’altra la soluzione del Re sembrava andare bene.  Così il saggio Re poté capire facilmente chi fosse la vera madre: quella disposta a perderlo più che a vederlo morire.

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Una reazione d’istinto difronte ad un evento drammatico aveva chiarito subito le cose più di mille dotte argomentazioni. Il caso Evergrande non è così diverso.

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Insomma, dopo aver pontificato sulla grande virtù del Bitcoin come bene di rifugio, quando le cose sembravano mettersi al peggio, la reazione istintiva, quella che vale più di mille discorsi è stata quella di buttare i coin e gettarsi sull’oro.