Bce, inflazione crescerà ancora: “Rimarrà sopra al 2% più a lungo del previsto”

Dalle stime del Bollettino Economico diffuso dalla Bce, l’inflazione crescerà ancora: “Rimarrà sopra al 2% più a lungo del previsto”. Necessario “adeguare tutti gli strumenti ove opportuno”.

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inflazione, i dati diffusi dalla Bce – meteoweek.com

La Bce ha diffuso oggi il Bollettino Economico, nel quale viene tratteggiato un problema di inflazione persistente, il cui rialzo sarà “più lungo del previsto”.  Secondo quanto si legge, nel mese di settembre “l’inflazione nell’area dell’euro è salita al 3,4% e dovrebbe aumentare ulteriormente nell’anno in corso. L’attuale fase di rialzo durerà più a lungo di quanto inizialmente atteso, ma si prevede che nel corso del prossimo anno l’inflazione si riduca”. Questa la stima fornita dalla Bce, che secondo l’Eurotower “dovrebbe ridimensionarsi nel corso del 2022”, con l’impatto di tre fattori (aumento della domanda con strozzature nelle forniture, elementi temporanei quali l’aumento dell’Iva in Germania, e il balzo dei prezzi energetici) che potrebbe altrimenti “non essere più incluso nel calcolo dell’inflazione sui dodici mesi”.

“Si prevede che nel 2022 l’inflazione si riduca”

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea si dice “pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo fissato dalla Bce del 2% nel medio termine“. Nel frattempo crescono anche le pressioni su Francoforte per una revisione delle sue politiche monetarie, dato che nella giornata di ieri, in Germania, l’inflazione di ottobre ha raggiunto il 4,5% – il balzo più forte dal 1993.

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Sempre secondo le previsioni economiche diffuse dalla Commissione Ue, si prevede un lieve calo dell’inflazione nel 2022, con una più decisa riduzione nel corso del 2023. Nell’area euro, il carovita dovrebbe passare dal 2,4% del 2021 al 2,2% dell’anno prossimo, per poi scendere all’1,4% nel 2023 (al di sotto della soglia massima stabilita dalla Bce). Rimane comunque l’incognita dei rialzi delle retribuzioni, fattore in grado di sostenere l’inflazione. “Con il procedere della ripresa, il graduale ritorno dell’economia al pieno utilizzo della capacità produttiva sosterrà un aumento dei salari nel tempo”, spiega la Bce. “Le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine basate sui mercati e sulle indagini si sono avvicinate al 2%, e questi fattori sosterranno l’inflazione di fondo, nonché un ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo fissato dalla Bce del 2% nel medio termine”, viene evidenziato.

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Per quanto riguarda il PIL, invece, “dopo due trimestri di calo del prodotto, il Prodotto interno lordo in termini reali dell’area dell’euro ha segnato una ripresa nel secondo trimestre del 2021 e si stima un ulteriore rafforzamento nel terzo. La crescita del prodotto dovrebbe mantenersi dinamica nel prossimo futuro, sebbene in rallentamento verso la fine dell’anno”, si legge ancora nella nota, che sottolinea come “le incertezze legate alla pandemia restano elevate“.