Pillola anti-Covid della Merck: come funziona il farmaco in attesa d’approvazione dall’Ema

L’Ema sta valutando la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale antivirale per via orale Lagevrio (molnupiravir). Ecco come funziona la pillola anti-Covid della Merck.

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pillola anti-Covid della Merck, ecco come funziona – meteoweek.com

Mentre la quarta ondata di Covid continua a macinare numeri nel nostro Paese, così come in tutto il resto d’Europa, l’Ema ha iniziato a valutare una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale antivirale per via orale Lagevrio (molnupiravir). Il farmaco, che è stato sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, sarebbe infatti destinato al trattamento del Covid-19 negli adulti, e permetterebbe di allentare la pressione sulle strutture sanitarie. In merito alla possibile autorizzazione, tuttavia, si saprà qualcosa – fa sapere Ema attraverso una nota ufficiale – entro le prossime settimane. Attualmente, il Regno Unito è il primo e unico Paese ad aver approvato il farmaco.

Molnupiravir, come funziona il farmaco della Merck

Molnupiravir, sviluppato dalla Merck, è il primo antivirale orale per il trattamento del Covid-19. Come ha spiegato all’AGI Antonio Mastino, microbiologo associato all’Istituto di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ift) e docente di Microbiologia presso l’Università di Messina, il farmaco agisce interferendo con la capacità del virus SARS-Cov-2 di replicarsi. Progettato per introdurre errori nel codice genetico del virus, il medicinale impedisce dunque la duplicazione del virus e riduce il rischio di sviluppare malattie gravi in caso di contagio. Secondo quanto spiegao dal team di esperti, il molnupiravir non colpirebbe direttamente la proteina spike del virus (“la chiave d’accesso del virus nella cellula”), ed è per questo motivo che e questo potrebbe garantire un’efficacia a prescindere dalle varianti.

Secondo i dati offerti dai trial clinici, è emerso che il farmaco sarebbe in grado di ridurre del 50% il rischio di ospedalizzazione (e di morte) dei pazienti fragili. Il medicinale va assunto per via orale al comparire dei primi sintomi, con un trattamento che prevede 2 pastiglie al giorno per 5 giorni. La pillola può essere somministrata ai soggetti più vulnerabili o con potenziali fattori di rischio associati a Covid-19 – e cioè ai soggetti che soffrono di patologie quali obesità, cardiopatie, diabete – o che hanno un’età superiore ai 60 anni.

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Come spiegato da Mastino, il farmaco si basa “sull’inibizione della replicazione virale anche se con bersagli diversi, per cui l’efficacia può essere riscontrata solo se somministrato in una fase iniziale della malattia. Un’assunzione precoce potrebbe infatti essere utile a ridurre il rischio di danni provocati da SARS-CoV-2. Il Molnupiravir contiene un composto in grado di interferire nella costruzione dei nuovi filamenti del genoma virale, generando errori che l’enzima virale deputato al loro riparo non è in grado di correggere, e portando quindi alla interruzione della produzione di nuovi virus infettanti”.

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“Una volta concessa l’autorizzazione per via emergenziale sarà ovviamente necessario – ha spiegato infine l’esperto – come avviene normalmente in questi casi, sottoporlo a un’attenta azione di farmacovigilanza per confermarne la sicurezza, l’efficacia e la tollerabilità nelle dinamiche reali. Sappiamo infatti che durante lo sviluppo di un medicinale, alcuni degli effetti collaterali emergono spesso nella fase di farmacovigilanza”.