Ravanusa, parla il figlio del prof morto: “Che i responsabili della tragedia siano puniti”

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Ravanusa, parla il figlio del prof morto: “Che i responsabili della tragedia siano puniti”. Dure le parole di Mario Emanuele Carmina: “Niente e nessuno mi ridarà indietro i miei genitori, né torneranno in vita le altre vittime”. 

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Ravanusa, parla il figlio del prof morto: “Che i responsabili siano puniti” – meteoweek.com

Sono dieci le persone indagate dalla Procura di Agrigento, tra vertici nazionali e regionali di Italgas, nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione dell’11 dicembre scorso a Ravanusa in cui morirono nove persone, compresa una donna al nono mese di gravidanza. Sulla vicenda giudiziaria si è espresso anche Mario Emanuele Carmina, il figlio di Pietro, professore contato tra le vittime della disgrazia. “Niente e nessuno mi ridarà indietro i miei genitori, né torneranno in vita le altre vittime. L’unica cosa che mi aspetto adesso è che il responsabile o i responsabili di questa tragedia vengano puniti“, ha esordito l’uomo durante l’ospitata a “Unomattina in famiglia”.

“Sono state le otto ore più lunghe della mia vita”

A causa dell’esplosione, Mario ha perso sia il padre che la mamma. “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Mia madre ha fatto molto per la nostra comunità, era un’assistente sociale e si è ritrovata spesso ad aiutare persone in difficoltà, si è sempre impegnata e ci è riuscita nel migliore dei modi. Penso che anche lei verrà ricordata per le tante cose belle che ha fatto per la nostra comunità”, ha raccontato durante il suo intervento televisivo.

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Ma sono in tutto nove le persone che l’11 dicembre hanno perso la vita. Mario ricorda tutti “i volti e le abitudini” di quelle persone, perché è “nato e cresciuto in quel quartiere”. “Non li dimenticherò mai perché, oltre a essere dei vicini di casa, erano persone di cui potersi fidare ciecamente. Ai miei genitori una volta ho detto: ‘Perché non montiamo le telecamere a casa?’. Mi risposero: ‘Le migliori telecamere sono i vicini’. C’era un rapporto meraviglioso di fiducia”, ha spiegato a “Unomattina in famiglia”.

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L’uomo ha poi ripercorso gli attimi in cui la notizia ha cominciato a fare il giro del paese. “Quando sono arrivate le prime notizie speravo non si trattasse della via davanti casa. Poi tra le immagini dei tg e le notizie che mi arrivavano ho capito che si trattava proprio di quella strada”, ha raccontato commosso. E ha spiegato: “Avrei voluto correre subito a Ravanusa, ma purtroppo non c’erano più voli. Sono partito l’indomani mattina. Sono state le otto ore più lunghe della mia vita“. Mario, che ora vive e lavora a Milano, non si preclude la possibilità di ritornareo in un futuro prossimo a Ravanusa. Del resto, tornava spesso per andare a trovare la sua famiglia. “Le mie radici sono qui, purtroppo non sempre è facile trovare un’opportunità lavorativa vicino casa, ma nel 2022 muoversi è diventato facilissimo, se non avrò la possibilità di vivere qui continuerò a fare come ho fatto in passato”, ha poi concluso.