L’Italia in piazza per la pace mentre il Parlamento decide per la guerra [VIDEO]

Le manifestazioni del fine settimana hanno visto scendere in piazza decine di migliaia di italiani a sostegno della pace. Ma finanziare l’acquisto di armi letali per l’esercito di Kiev potrebbe essere un modo per aumentare la tensione, non spegnerla.

Manifestazione per la pace a Milano
Manifestazione per la pace a Milano

No alla guerra: gli italiani, come anche avvenne per le tante (troppe) guerre a cui tra l’altro abbiamo partecipato attivamente negli ultimi venti anni, ancora una volta sono tornati in piazza per opporsi alla logica delle armi e della violenza. Milano, Roma e non solo: Firenze, Torino, Napoli, Trieste e Cagliari tra le altre hanno assistito a manifestazioni e sit-in in nome della pace e contro l’aggressione brutale della Russia di Putin all’Ucraina.

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Brutale e pericolosa, perchè oltre a segnare il ritorno a modalità “novecentesche” di belligeranza, la “guerra di Putin” rischia di innescare una drammatica escalation che riporta il mondo ad un livello di tensione da guerra fredda. Il riferimento all’utilizzo delle armi atomiche, per quanto all’interno del dialogo politico fatto anche di minacce abnormi, non può essere ignorato: la Russia possiede un arsenale imponente, come d’altronde la Cina, che in molti considerano sempre più vicina a Mosca.

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In una situazione del genere dare il via ad una reazione inerziale che trascina il mondo in guerra è molto facile: lo abbiamo visto succedere già, nel 1914 e nel 1939. Allora però nessuno aveva le bombe atomiche: e nonostante questo i morti si contarono a milioni.

Si alla pace, no alla guerra: i rischi della scelta italiana

Manifestazione per la pace
Manifestazione per la pace

Gli italiani scendono in piazza per la pace, vogliono la pace, ripudiano la guerra. Sono solidali con l’Ucraina, ovviamente: ma, anche da alcune delle risposte che abbiamo raccolto dalle piazze e che potete ascoltare nel servizio, emerge un dubbio. Bene le sanzioni aggressive e durissime di natura economica, politica. Ma scegliere di consegnare tonnellate di armi letali all’esercito ucraino è una decisione che agisce a favore della distensione? Contribuire all’innalzamento del livello dello scontro è funzionale alla pace e sopratutto al popolo ucraino?

Domanda difficilissima: l’aggressione russa merita certamente il più alto livello di risposta (ma allora quando abbiamo aggredito l’Iraq senza motivo, con gli Stati Uniti che presentavano false prove all’Onu? ndr). Ma rispondere al fuoco con il fuoco, nei confronti di un paese che è diventato ormai il nemico del mondo o quasi, e che rischia di finire all’angolo, con tutte le conseguenze che questo può portare, potrebbe non essere una scelta utile. La maggior parte dei partiti italiani presenti in Parlamento, il governo e lo stesso premier Draghi sembrano non avere dubbi: tra le risposte forti da esprimere, come italiani ed europei, c’à anche quella di fornire armi all’Ucraina. Ma il dubbio che sia un errore c’è, ed è molto forte.