8 marzo, marea rosa a Roma: “Contro il patriarcato e la guerra” [VIDEO]

In occasione della Giornata per i diritti della donne le strade del centro di Roma si sono dipinte di rosa: il corteo di Non una di meno.

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8 marzo, marea rosa a Roma: “Contro il patriarcato e la guerra” [VIDEO] – Roma, piazza della Repubblica, manifestanti all’inizio del corteo per la Giornata internazionale per i diritti delle donne. Credit: Camilla Palladino
Una marea rosa nel cuore della Capitale. Nonostante la giornata lavorativa e decisamente fredda per il mite clima romano, centinaia e centinaia di persone si sono riversate nelle strade del centro di Roma in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne. L’appuntamento era nel tardo pomeriggio di martedì 8 marzo a piazza della Repubblica, a pochi metri dalla stazione Termini, da cui il corteo è partito intorno alle 18 con destinazione piazza Madonna di Loreto. Parrucche viola, volti colorati con glitter e brillantini. E ancora striscioni e fumogeni. E le bandane fucsia, che rappresentano il simbolo di Non Una Di Meno, l’associazione femminista coinvolta nell’organizzazione della manifestazione insieme ad alcune sigle sindacali.

Chi ha partecipato alla manifestazione

Tante le donne presenti, di ogni età, ma anche uomini e bambini. Hanno preso parte al corteo, inoltre, anche i movimenti studenteschi protagonisti delle proteste di questo anno scolastico, come il movimento della Lupa. La giornata è iniziata con uno sciopero transfemminista globale e nella piena consapevolezza che l’Europa in questo momento si trova nel bel mezzo di una guerra che sta devastando le vite di milioni di persone. Per questo lo sciopero era contro l’oppressione del sistema patriarcale, ma anche contro la guerra. Il movimento femminista italiano ha manifestato anche in solidarietà con le femministe russe che domenica scorsa sono state arrestate in migliaia per aver protestato contro il conflitto in Ucraina in 56 città della Russia. “L’8 marzo non è un giorno di festa, ma di lotta contro la guerra. È un invito ad attivarsi in un quadro di mobilitazione permanente e urgente per fermare la guerra”, hanno detto le manifestanti e i manifestanti.

Il comunicato stampa di Non Una Di Meno Roma

“L’ 8 marzo 2022 Non Una Di Meno chiama tutte e tutti allo sciopero contro la guerra, proclamato da Non Una Di Meno e indetto da diverse sigle sindacali. Circa 30 città in mobilitazione in tutta Italia”, ha dichiarato l’associazione. E continua il comunicato: “Lo sciopero femminista e transfemminista non sarà solo astensione dal lavoro salariato. Consapevoli delle difficoltà e dei limiti di uno sciopero sindacale, in particolare nel momento in cui il lavoro è sempre più precario – in tantissime lo hanno perso, ed è sempre più difficile rinunciare a una giornata di paga – Non Una di Meno vuole fare dello sciopero uno strumento di lotta anche per tutte le figure del lavoro e del non lavoro, che denunci come la violenza patriarcale si riproduce e che dia la possibilità di lottare insieme contro di essa. L’8 marzo, in tutto il mondo, sarà sciopero femminista e transfemminista per tutte e tutt*!”.

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“Con l’invasione russa dell’Ucraina – è scritto ancora nella nota – siamo stat* proiettat* in uno scenario solo un mese fa inimmaginabile: la terza guerra mondiale, la guerra nucleare come orizzonte distopico non sono mai state prospettive così vicine e concrete”. Poi l’invito rivolto ai leader europei e mondiali: “Fermiamo la guerra in Ucraina, fermiamo l’invio di armi dall’Italia e dai paesi europei, fermiamo l’escalation bellica sui corpi della gente! Fermiamo le pesanti sanzioni volute dalla Nato e approvate dall’Ue, che non toccheranno Putin e gli oligarchi russi ma che colpiranno in prima istanza la popolazione civile e che avranno gravi conseguenze anche in Europa. A pagare saranno i poveri, le donne, i disertori dei ruoli di genere, le persone migranti bloccate ai tanti confini, usate come armi in una guerra vecchia come il mondo eppure sempre nuova”.

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Hanno concluso infine le attiviste di Non Una Di Meno: “Siamo con le donne ucraine in Italia, lontane da casa per lavorare in Italia e spesso per curare i nostri cari, trattate fino a oggi come cittadine di serie B al pari di tutte le altre migranti sul suolo europeo. Siamo con chi resiste all’occupazione in Ucraina e con l’opposizione sociale e femminista russa contro il regime di Putin. Contro la guerra dei potenti, reclamiamo un’Europa senza confini, democratica e solidale. Reclamiamo giustizia sociale e climatica, ridistribuzione della ricchezza, autodeterminazione e libertà di movimento per chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalle catastrofi ambientali, da violenze e abusi”.