Guerra in Ucraina, ecco le “armi mai viste” del leader russo

Si tratta di testate strategiche, missili intercontinentali, sostanze chimiche. Le minacce di Mosca vanno a rimuovere il concetto di deterrenza nucleare 

Negli anni della Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti, il concetto di deterrenza nucleare aveva sempre evitato lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale, anche nei momenti più difficili. Poi, con il crollo dell’Urss, tale concetto è stato rimpiazzato dalla “dottrina delle norme” o delle “armi impensabili”, che tramite divieti, accordi, e decisioni ha evitato pure l’utilizzo di bombe ‘sporche’, ossia realizzate con materiale radioattivo.

Guerra in Ucraina-meteoweek.com

La deterrenza nucleare si basava sul timore di una devastazione totale, l’altra era qualcosa di più razionale. Due mesi dopo aver invaso la Russia, e con le ultime minacce del leader russo, la deterrenza nucleare sembra destinata a essere sempre più soltanto una memoria del passato, così come quella delle “armi impensabili”.

Da quanto si apprende dagli analisti statunitensi, Putin avrebbe pensato fosse utile minacciare l’Occidente e la Nato con l’eventualità dell’uso di armi nucleari perché, tramite minacce, la guerra nucleare non assume più contorni “impensabili”.

Oggigiorno, rispetto all’epoca della Guerra Fredda, le capacità militari delle due super potenze sono invertite, con gli Usa che sono superiori quanto ad armi convenzionali e la Russia che ha un maggior numero di armi nucleari.

Per quanto concerne le testate strategiche (a lungo raggio), la Russia è lievemente superiore (più di 6mila testate nucleari contro le 5.500 degli Stati Uniti). Superiorità che si fa netta in merito alle armi nucleari tattiche a corto raggio.

Si tratta di armi realizzare per eliminare carri armati o battaglioni in campo aperto, ma non possono distruggere un’intera città. Nel corso della guerra fredda, entrambe le potenze ne avevano create migliaia ma negli ultimi anni, gli Usa hanno smantellato una grande quantità del loro arsenale tattico. Una stima del Congressional Research Service mostra che ai giorni nostri, la Russia ha circa duemila testate tattiche, mentre gli Usa 200.

La Russia ha anche un altro vantaggio per quanto riguarda le modalità di consegna di armi nucleari tattiche, quali siluri sottomarini, missili balistici ecc., mentre gli Usa possiedono soprattutto bombe che devono essere lanciate da aerei da guerra.

Nel giorno in cui Putin ha minacciato l’Europa c’è stato un censimento di circa un centinaio di testate strategiche statunitensi che si trovano in Belgio, Germania, Olanda, Italia, Turchia. La maggioranza delle testate russe si trovano ai confini degli Stati membri della Nato.

L’Intelligence Usa afferma che le “armi mai viste” di cui parla Putin sarebbero missili intercontinentali che hanno un raggio d’azione di 18mila km e che potrebbero perforare lo scudo di difesa Usa, il Poseidon, siluro marino che riesce a percorrere per mille metri sotto l’acqua e che può colpire formazioni navali e coste con una testata, nonché missili ipersonici Khinzal e Zircon. Per non parlare poi di armi chimiche o biologiche, le stesse usate in Siria proprio con la supervisione di Mosca.

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