Pena dimezzata per Francesco Carrieri che nel 2017 uccise la compagna per gelosia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06

Una ulteriore perizia sull’uomo ha evidenziato la seminfermità mentale

 

Francesco Carrieri nel 2017 uccise la sua compagna, ma al momento dell’omicidio, l’uomo era seminfermo di mente. Oggi per la stessa ragione è stato condannato a 16 anni di reclusione e a tre anni di Rems a pena espiata. La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d’assise d’appello di Roma, i cui giudici hanno riconosciuto per l’uomo la diminuente del vizio parziale di mente equivalente. In primo grado Carrieri era stato condannato a trent’anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dopo il processo col rito abbreviato. Carrieri, direttore di banca, colpì la compagna Michela di Pompeo, uccidendola, al culmine di una lite.

Secondo gli psichiatri Gabriele Sani e Massimo Di Genio, quando uccise la compagna Carrieri “versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacita’ d’intendere e volere” e, grazie alle cure sostenute in carcere negli ultimi due anni, “si può escludere la pericolosità sociale in senso psichiatrico, a condizione che non interrompa la terapia”.

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Pena dimezzata per Francesco Carrieri che nel 2017 uccise la compagna per gelosia – meteoweek.com

In pratica, stando a quanto si apprende, i due psichiatri dovevano esaminare e confrontare due perizie già eseguite in fase di indagine e nel corso del rito abbreviato davanti al gup. I medici si espressero per la parziale infermità di mente, mentre il perito nominato dal gup optò per la totale capacità e questo parere ebbe un rilievo fondamentale per la decisione del giudice. I magistrati d’appello, per far luce su questi due pareri contrastanti, fu disposta una nuova perizia.

La sentenza era dunque già nell’aria , nel momento in cui si decise per il nuovo esame. Nel maggio del 2017, come detto, Carrieri colpì Michela di Pompeo con un peso da palestra e la donna morì praticamente sul colpo. L’assassino non ha mai negato le sue responsabilità e spiegò di averlo fatto per il timore di essere lasciato da lei.

Entrambi con figli da precedenti storie, erano soli in casa quel giorno, che come tanti altri in quel periodo era caratterizzato da continue liti che nonostante tutti non compromettevano la loro storia. Durante la notte il cellulare di lei riceve un messaggio, l’uomo si precipita a legger e scopre che il mittente è un ex della donna. Da quel momento la furia di lui, che immobilizzata la donna sul letto la colpisce ripetutamente con un manubrio da body building, fino alla morte.