Pd, Zingaretti a Conte: “Siamo alleati leali, ma la pazienza ha un limite”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:22

Il segretario democratico Nicola Zingaretti, durante la Direzione del PD: “Andiamo avanti ma non fermiamoci in un eterno presente, perché non serve all’Italia”.

In vista della verifica di governo a gennaio, il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti apre il congresso Dem rivolgendo un chiaro appello al premier Giuseppe Conte: “Ai colleghi di governo diciamo che in noi troveranno sempre alleati aperti. Il Pd è una forza responsabile e seria che non urla, e credo sia apprezzato dalle persone. Ma la strada del governo va condivisa, come una cordata. A Conte l’onere di guidarla”.

“Noi – sottolinea Zingaretti – saremo i più leali ma agli alleati chiediamo lo stesso, perché anche la pazienza ha un limite”. Secondo il segretario Dem, Conte deve proporre un’agenda condivisa per andare vanti insieme: “Andiamo avanti ma non fermiamoci in un eterno presente, perché non serve all’Italia – afferma Zingaretti -. L’appello a Conte è che proponga un’agenda condivisa. Portiamola avanti non solo con le forze della maggioranza ma anche con le forze sociali, del lavoro e del mondo produttivo“.

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Zingaretti, poi, afferma come sia indispensabile alzare il livello dell’azione di governo: “Non sarò io ad alimentare distinguo o minacciare crisi ma non siamo la fanteria obbediente a chi grida più forte. Occorre una maggioranza in cui si sia alleati e non avversari. Sulla Manovra la via del confronto ha prodotto un risultato che noi difendiamo, ma ora occorre alzare l’asticella per convincere gli italiani che diamo loro una prospettiva”.

Il segretario, inoltre precisa: “Rimaniamo convinti sull’impianto di questa maggioranza: non un contratto ma una alleanza. Oggi questa impostazione viene messa in discussione ma a noi appare ancora più necessaria che ad agosto”.

E sulla questione della legge elettorale, dopo il no degli alleati su una prima proposta Pd su una legge a doppio turno nazionale, Zingaretti si rende disponibile anche ad una legge proporzionale, “purché con consistenti sbarramenti, che preveda liste corte, e affronti il problema dei fuori sede. Anche perché l’alternativa è che rimanga l’attuale legge elettorale che ritengo pessima”. In accordo con questa visione “simil spagnola”, oltre il Pd anche i M5s, Leu e Autonomie, ma c’è il muro di Italia viva.

A conclusioni, Zingaretti non dimentica un duro attacco alle destre: “L’Italia chiede certezze: Salvini e le destre sono i peggiori a dare soluzioni ai problemi. L’unica loro idea è tassare le cassette di sicurezza degli italiani. Il Mes è un altro segnale di difficoltà, è una polemica sul nulla”.

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