Fondazione Open: quella “cena conviviale con contributori”pagata 1600 euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:40

Una ricevuta fiscale da 1.610 euro è stata trovata dalla Guardia di Finanza durante la perquisizione nello studio dell’avvocato Alberto Bianchi a Firenze. Sarebbe il conto di una cena organizzata da Renzi e i suoi per i contributori della Fondazione Open.

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Matteo Renzi

Insieme con la ricevuta, c’era la corrispondenza in mail con il commercialista Massimo Spadoni che chiedeva precisazioni a Bianchi al fine di imputare la spesa ai fini fiscali. Spadoni scriveva a Bianchi: “Come gia richiesto piu volte da Marco sulle ricevute dei ristoranti in special modo quelle di un certo importo scrivere o allegare elenco partecipanti e motivo“. Bianchi allora invia a Spadoni la piantina del tavolo con i partecipanti. E così, grazie alla pignoleria del commercialista, l’opinione pubblica ha la percezione dell’attività di fund-raising di Renzi e i suoi seguaci. La cena è del 15 gennaio del 2016 all’Harry’s Bar di Lungarno Vespucci, fondato nel 1953, classico ed elegante.

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La sconfitta del referendum di dicembre 2016 era lontana e il richiamo della Fondazione Open era forte per gli imprenditori. Nella sua nota Bianchi definisce l’evento “cena conviviale con contributori”. Nessuno degli imprenditori è indagato ma la piantina è un reperto importante del ‘renzismo’. Per la Fondazione Open c’erano i tre big: Bianchi, Marco Carrai e Maria Elena Boschi più l’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti e il deputato Ernesto Carbone. E poi una ventina di ‘contributori’.

Fondazione Open: Cena conviviale all’Harry’s Bar di Lungarno Vespucci, la ‘piantina’ dei partecipanti

Ai due capitavola Marco Carrai e Luca Lotti e al centro dei lati lunghi Bianchi e Boschi. C’erano i renziani della prima ora come Vito Pertosa e Luigi Pio Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca, gruppo Cremonini ed ex presidente di Federalimentare. Secondo la Guardia di Finanza, a Pertosa “sono riconducibili contributi volontari a favore della Fondazione per complessivi 100 mila euro dal 25 ottobre 2013 al primo agosto 2014″. Mentre a Luigi Scordamaglia “risultano collegati i contributi volontari a favore della Fondazione Open, per un totale di 100 mila euro nel periodo che va dal 9 settembre 2013 al 18 novembre 2014″.

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La Guardia di Finanza nelle sue informative riporta le mail del luglio 2014 nelle quali Bianchi inoltra un gentile sollecito al finanziere Davide Serra e anche a Scordamaglia e a Pertosa (tutti contributori della prima ora) per chiederedi continuare i pagamenti alla Fondazione sulla base della ottimistica tabella di marcia stilata da Bianchi:100 mila euro all’anno in quattro comode rate da 25 mila. La cena del 2016 serviva anche a rinsaldare i vecchi rapporti magari sulla base di quell’antico impegno contenuto nella mail dell’ottobre 2013 diretta a pochi eletti come Serra, Scordamaglia e Pertosa: “Marco e io siamo il terminale delle vostre comunicazioni a Matteo ogni volta che non fosse possibile interloquire con lui direttamente, e comunque sapete che siamo sempre a vostra disposizione”.

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Al tavolo quella sera nel gennaio 2016 c’era l’armatore Vincenzo Onorato. Lui e le sue società hanno donato dal novembre del 2015 al luglio del 2016, secondo la Guardia di Finanza, 300 mila euro alla Open. Poi l’allora amministratore delegato di Nexive, ora passato a guidare il colosso dei buoni pasto Edenred, Luca Palermo. Come altri commensali dell’Harry’s bar (Roberto Maretto e Pietro De Lorenzo) Palermo non risulta censito nelle informative della Finanza come contributore della Open. Poi c’erano Roberto Naldi, vicepresidente di Aeroporti di Toscana, di cui Marco Carrai è presidente. Da ottobre 2014 a novembre 20161 le società che fanno capo a Naldi hanno donato a Open ben 100 mila euro in tutto, secondo la Gdf. A tavola quella sera c’erano due vecchi amici di Matteo Renzi, i fratelli Leonardo e Marco Bassilichi, titolari dell’omonima società e ora al vertice del gruppo Nexi, specializzato in carte di credito e servizi finanziari. Hanno hanno donato alla Fondazione renziana dal 2012 al 2016 una somma di 100 mila euro. A cena c’era anche Paolo Fresco, l’ex amministratore del gruppoFiat, notoriamente amico di Marco e socio del fratello Stefano Carrai (presente anche lui a cena) nella società agricola Chiantishire. La GdF riporta versamenti per 50 mila euro provenienti da Fresco e dalla moglie, risalenti al settembre del 2012. Più recenti e importanti i versamenti riferibili secondo la Guardia di Finanza alla famiglia di Riccardo Maestrelli, seduto secondo la piantina dal lato di Lotti. La famiglia, secondo la Gdf ha donato a Open 300 mila euro nel 2017-2018. Tutti soldi finiti nella ‘cassaforte’ della Leopolda.

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