Massimo Cacciari: “La sconfitta in Emilia Romagna sarebbe la fine del Governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:35

L’ex sindaco di Venezia sostiene che le elezioni di fine gennaio saranno decisive per il Partito Democratico. “Il colpo a livello di immagine sarebbe troppo forte”, dice Massimo Cacciari.

massimo cacciari

Arrivano nuove dichiarazioni a mettere ulteriore pressione addosso al Partito Democratico, in vista delle elezioni in Emilia Romagna. Ci pensa Massimo Cacciari a dare nuovo peso, ma anche una buona dose di agonismo, alla prossima tornata elettorale. Gli emiliani e romagnoli torneranno alle urne il prossimo 26 gennaio, e secondo l’ex sindaco di Venezia sarà un momento cruciale per le sorti del Pd e più in generale per il Governo del Conte bis.

Non credo che il Governo reggerà se il Pd dovesse perdere in Emilia Romagna. Il colpo a livello d’immagine sarebbe troppo forte. Io però resto sereno, secondo me Bonaccini non perderà“. Dunque Massimo Cacciari non si ritiene preoccupato per la corsa di Stefano Bonaccini verso il prolungamento del suo ruolo di governatore. In ogni caso, il filosofo si rende conto della grande importanza che questa tornata elettorale investe sull’equilibrio della tendenza politica in base a queste elezioni.

Stefano Bonaccini, il governatore uscente in Emilia Romagna – meteoweek.com

E quando viene chiesto a Cacciari, intervistato dal Fatto Quotidiano, perchè secondo lui vincerà Bonaccini, lui risponde così. “Il Pd non perderà perchè l’Emilia Romagna è conservatrice, perché dall’altra parte c’è l’impresentabile e perché sono nate le sardine“. In ogni caso, a prescindere dall’esito delle elezioni Cacciari trema per l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Secondo lui “il governo è così fragile che può cadere su qualunque buccia di banana“. E aggiunge: “Se 5 Stelle e Pd, a cavallo delle ultime elezioni, avessero fatto uno sforzo per misurare divergenze e convergenze forse l’attuale alleanza potrebbe dare più garanzie. Questo governo nasce dalla dannata paura dei 5 Stelle di andare alle elezioni e dalla vocazione ministeriale del gruppo dirigente democratico, perfettamente consapevole di non saper più fare l’opposizione e nemmeno le campagne elettorali“.

A proposito della composizione delle ultime squadre di Governo, Cacciari parla di salto nell’emergenza. “Siamo passati da un’emergenza, per così dire, fisiologica, ad un’emergenza patologica, con alcuni tratti di follia“. L’ex sindaco lagunare, inoltre, difende la scelta del Governo di non aumentare i fondi a scuola, università e ricerca. Una scelta che ha portato alle dimissioni del ministro Fioramonti. “Hanno fatto bene a non mettere ulteriori fondi. Queste sono materie in cui competenza e strategia, se si vogliono utilizzare bene i fondi, sono indispensabili“.

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