Brasile, muore di parto a 13 anni. Era incinta di suo padre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:19

Si chiamava Luana Ketlen la ragazzina morta nello Stato brasiliano dell’Amazzonia, dopo aver dato alla luce il bimbo nato dalla violenza subita dal padre.

È una storia davvero drammatica quella che arriva da Coari, in Brasile. Una ragazzina di 13 anni è morta durante il parto, dopo aver dato alla luce il neonato concepito dalla violenza subita da suo padre. Si chiamava Luana Ketlan e da oltre quattro anni era vittima di abusi sessuali da parte del padre, Tome Faba di 36 anni. A nulla sono serviti gli interventi medici in ospedale.

La vittima è stata portata d’urgenza in ospedale a causa di forti dolori addominali, con anemia acuta. I medici hanno constatato che la 13enne era incinta di sette mesi di un rapporto incestuoso con il padre e, per cercare di salvarle la vita, hanno deciso di indurle il parto prima del termine. Il bambino è nato prematuro ma è sopravvissuto. Subito dopo il parto, però, le condizioni della ragazzina sono peggiorate. Luana Ketlan è morta l’11 dicembre scorso mentre veniva trasportata in aereo in un ospedale specializzato a Manaus, la capitale dell’Amazzonia.

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Il padre, appresa la notizia della morte della figlia, ha tentato la fuga. È stato arrestato una settimana dopo e ora dovrà rispondere di violenza su minore e omicidio colposo. Il capo della polizia Josè Barrades ha affermato che “l’adolescente viveva con i suoi genitori in una zona rurale fuori città. Non si è resa conto, fino a due mesi fa, quando ha cominciato a manifestare dolori all’addome, che era incinta di cinque mesi”.

Secondo una prima ricostruzione, le violenze avvenivano quando la bambina andava “a pescare con suo padre”. Nessuno della famiglia era a conoscenza degli abusi, fino a quando si sono resi evidenti con la gravidanza. La zia della ragazzina l’aveva convinta a rivelare il nome del suo violentatore, ma la mamma della bambina aveva rifiutato di crederle”. La bambina aveva anche riferito che suo padre aveva minacciato di ucciderla se avesse parlato.

Barradas ha aggiunto: “I membri della famiglia hanno cercato di intervenire e proteggere il bambino avvisando i servizi sociali. Hanno denunciato gli abusi alla polizia e un mandato è stato emesso per l’arresto di Tome, ma prima che potesse essere eseguito, la salute di Luana è peggiorata e lei è morta poco dopo il parto”.

I servizi sociali devono ancora determinare se ai parenti verrà affidata la tutela del neonato. Nel frattempo, le autorità hanno rivelato che nonostante sia nato prematuro, il bambino “sta eccezionalmente bene”. L’episodio ha generato sdegno in tutta la comunità, con proteste sotto il tribunale durante l’ingresso di Tome.

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