Platinette, nuova vita dopo il “brutto male”: le FOTO della trasformazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:52

Il popolarissimo opinionista e conduttore è riuscito a dimagrire in modo impressionante dopo una drastica dieta e ha documentato tutto su Instagram a proposito dei suoi progressi ma anche del ‘brutto male’ che si portava dentro.

Platinette – meteoweek

Gli americani lo chiamano “binge eating”: mangiare senza un motivo e senza alcuna regola in modo ossessivo e compulsivo. È un disturbo della personalità purtroppo grave che deriva da stress, ansia, insicurezza ma anche ma altre malattie ancora più gravi che rischiano di compromettere il quadro clinico generale come ad esempio la depressione. Dietro la parola depressione si nascondono decine di problematiche molto diverse e difficilissime da analizzare.

Esistono moltissime trasmissioni, una su tutte “Vite al limite”, format italiano che in realtà è un successo internazionale da anni negli USA, che cercano di fare luce su questi casi nel tentativo di dare una soluzione, un supporto, un aiuto a persone che in pochi anni arrivano a pesare anche più di duecento chili e diventano incapaci di uscire di casa, di lavorare, di vivere.

Qual era il ‘brutto male’ di Platinette

Mauro Coruzzi, straordinario e coraggiosissimo personaggio che negli anni ha saputo costruire una maschera di enorme successo come quella di Platinette, per poi presentarsi con il suo nome e il suo volto ha guardato in faccia il suo ‘brutto male’ e lo ha sconfitto affrontandolo a muso duro ammettendo prima di tutto a se stesso le sue debolezze. E oggi su Instagram mostra gli incredibili successi di un radicale cambio di vita con il quale sta sconfiggendo il binge eating, il mangiare compulsivo.

Mauro è dimagrito in modo impressionante: è irriconoscibile. E può tornare al lavoro con maggiore consapevolezza. Per prima cosa è tornato al suo primo amore, la Radio: è una delle voci di punta di RTL 102.5 e della trasmissione più longeva dell’emittente di casa Suraci con Password, insieme a Nicoletta De Ponti. Una voce inconfondibile la sua anche quando non gioca a fare Platinette. Qualche tempo fa per radio spiegò che si sarebbe assentato un periodo per “mettere a posto alcune cose”. Il vedersi in tv nei monitor lo infastidiva: era una delle personalità più richieste e più pagate di qualsiasi talk show… ma decise di farsi da parte: “Così non mi posso vedere, devo sconfiggere il male che ho dentro”. Aveva appena firmato un ottimo contratto per condurre al fianco di Marco Liorni “Italia sì”: lo stracciò e si mise in terapia. Cominciava a camminare con grande difficoltà.

Il dimagrimento impressionante di Platinette

Le immagini che Mauro rivela oggi sul suo account social sono davvero forti: prima, in mutande, sdraiato su un letto, su un fianco, appesantito tanto da non potersi muovere. Dopo…un’altra persona.

Il problema del conduttore purtroppo in Italia è conosciuto e sottovalutato: l’obesità è in forte crescita soprattutto tra le fasce giovani e non è solo una questione di bevande gassate e fast food. Si mangia troppo, si mangia peggio: “Si mangia per noia, per solitudine, perché mangiare è un sedativo che placa le ansie e calma le paure e alla fine ti rifugi nel frigo mangiando qualsiasi cosa senza alcun senso, senza alcuna logica e prima che te ne accorga ti ritrovi al punto di non ritorno” spiega oggi Coruzzi.

I rischi sono epatici, cardiovascolari ma soprattutto psicologici: perché è una dipendenza terribile. Mauro è sempre stato sovrappeso: chi lo ricorda ai suoi esordi radiofonici, ha lavorato per lungo tempo a Genova, a Radio Babboleo prima di arrivare con grande successo a Milano nella vecchia Station One, adorava frequentare le trattorie genovesi: “Quello era ancora un piacere, ho sempre amato mangiare, ma a un certo punto devi capire che è il cibo che sta mangiando te”. Il disagio era iniziato molto prima quando rivelò i suoi sentimenti, non ricambiati, al proprio compagno di banco: e fu oggetto di scherno. [dopo la foto il messaggio di Mauro-Platinette]

Platinette – meteoweek

Mauro Coruzzi: “Chi soffre deve sapere chiedere aiuto”

Coruzzi, 64 anni compiuti a settembre, si dice orgoglioso, ma vigile: “Devo stare attento, so che questa è una battaglia che non è finita e che forse non finirà mai. Dovrò gestirmi con attenzione”.

Sapendo di non essere l’unico ad affrontare questo genere di problemi che in un paese come il nostro sono oggetto di bullismo, soprattutto a scuola, lancia un messaggio molto chiaro: “L’importante è non arrendersi, ma questo vale per chiunque e in qualsiasi situazione. Il problema dei disturbi alimentari è serio e sottovalutato e non riguarda solo le ragazze giovanissime che mangiano poco o non mangiano affatto, ci sono anche ragazzi oggetto di bullismo perché grassi. Bisogna sapere reagire e se è necessario chiedere aiuto a persone di cui ci si fida: servono aiuti, occorrono medici, psicologi e un percorso che sia guidato”.

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