Odio l’estate | La commedia “agrodolce” di Aldo, Giovanni e Giacomo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:42

Il celebre trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo porta al cinema Odio l’estate, scritto e diretto a Massimo Venier, una commedia agrodolce che riflette sulle stagioni della vita e sulla necessità di recuperare il piacere della condivisione. 

Odio l’estate, Una villa per tutti

Arriva il caldo stagionale e con esso le consuete e (non sempre) agognate vacanze. Così tre famiglie di classi sociali e usi e costumi assai diversi tra loro, partono alla volta di una ridente meta balneare del meridione con l’intenzione di trascorrere il lieto periodo di vacanza e distrazione dalla routine famigliare e lavorativa.

E se Aldo (Aldo Baglio) ha un bel rapporto con la moglie, una passione sfrenata per Massimo Ranieri ma anche un grande segreto da nascondere, Giovanni (Giovanni Storti) ha qualche problema famigliare ma soprattutto di ordine professionale (con la gestione dello storico calzaturificio di famiglia), mentre Giacomo vive nel lusso garantito dalla sua professione di dentista, pur vivendo con estrema conflittualità il rapporto con moglie e figlio. Per un disguido organizzativo o, meglio, per lo zampino del destino, la strada verso le vacanze delle tre famiglie finirà però per confluire verso la stessa elegante villa affacciata sul mare.

Dapprima decisi a confrontarsi, tra contratti illeggibili e carabinieri improbabili (con un divertente cameo di Michele Placido nei panni del maresciallo) per capire a chi spetti realmente la casa, infine i tre gruppi si decideranno a convivere tutti insieme il tempo della vacanza. La convivenza metterà  a confronto tutte le differenti impostazioni, dalle alimentazioni diverse passando per le affinità di coppia e il rapporto con i figli, e gli alti e bassi di quel vivere insieme mostreranno tutte le distanze sociali e comportamentali dei coinquilini per caso, anche se poi con il passare del tempo, emergeranno anche delle affinità e una potenziale e insospettata capacità di condivisione.

Odio l’estate, vacanze e conflittualità

Anche se in pieno inverno esce il decimo titolo dal sapore tutto estivo del celebre trio comico italiano Aldo, Giovanni e Giacomo Odio l’estate. Scritto (insieme a Davide Lantieri e Michele Pellegrini) e diretto da Massimo Venier, regista storico dei film più celebri del trio (Chiedimi se sono felice, Tu la conosci Claudia?), Odio l’estate prende spunto da quella resistenza che spesso si determina nei confronti delle vacanze, quale luogo della resa dei conti per famiglie “ai ferri corti”.

Da un lato momento di relax e scarico delle tensioni quotidiane e lavorative, dall’altro momento in cui ogni nodo di disfunzionalità famigliare può venire al pettine, l’estate rappresenta per antonomasia il momento in cui far confluire non solo il caldo stagionale, ma anche quello delle “alte temperature esistenziali”. Aldo, Giovanni e Giacomo con mogli e figli al seguito rappresentano tre esistenze per motivi diversi “appesantite” e incapaci di guardare alla pausa estiva con la giusta leggerezza.

Odio l’estate dal canto suo risulta commedia agrodolce che pesca nello spettro umano dei tre protagonisti e nelle musiche malinconiche del sempre ottimo Brunori Sas. Suggestioni di sospensioni e nostalgie legate alle grandi conflittualità umane, che iniziano sempre tra le mura di casa, (coppie, genitori e figli) per poi allargarsi al prossimo, al vicino di casa, al coinquilino occasionale.

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Odio l’estate, una commedia “spenta”

Nonostante qualche momento divertente e quel lieve sottofondo riflessivo, la commedia firmata da Massimo Venier risulta suo malgrado reiterare tante tematiche e situazioni già viste (non solo nei film del trio) che qui non vengono sufficientemente contestualizzate e arricchite con un quid esistenziale in più.

Tra battute e gag, momenti di solitudine e tristezza, Odio l’estate segue stancamente e con voce “spenta” la scia dei rapporti agli sgoccioli, ravvivati (come per magia) da un qui pro quo che invece di sparigliare definitivamente le carte rimette ogni cosa (o quasi) al suo posto.