Renzi: cantieri e digitalizzazione in agenda, l’Emilia risultato di Bonaccini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33

Dopo il voto in Emilia Romagna, Matteo Renzi torna alla carica. Il leader di Italia Viva chiama il governo sull’agenda politica, perché si dia avvio ad una stagione riformista.

Sull’Emilia l’ex premier è sicuro, i meriti sono di Bonaccini ma il pericolo Salvini è tutt’altro che scongiurato.

Renzi a tutto campo: politica e riforma

Matteo Renzi, leader di Italia Viva – meteoweek.com

“Bisogna stilare un’agenda riformista per il bene degli italiani”. Una priorità che ormai è parte dell’agenda politica di Italia Viva, dal dopo Iva in poi. Il partito renziano era nato cavalcando l’abbassamento dell’Imposta sul valore aggiunto, ora è il turno dei cantieri. Poi la battaglia sulla prescrizione e sulle concessioni ad Autostrade.

Leggi anche -> Renzi e dimissioni Di Maio: “i grillini hanno iniziato una inesorabile discesa”

“Non inseguire il giustizialismo sulla prescrizione o la follia di chiedere una revoca impossibile per Autostrade”. Lo ha detto Matteo Renzi, sottolineando che “quelli di Autostrade devono pagare e tanto, ma no a una revoca che giuridicamente non sta né in cielo né in terra”. “E’ finita la ricreazione. Si sblocchino i cantieri e si facciano le riforme”, ha aggiunto.

L’esecutivo, ed un futuro (in)certo

Il futuro del governo spiega Matteo Renzi, è denso di opportunità. Considerando il risultato negativo per il M5s, “si apre un’opportunità vera per imporre al governo un’agenda riformista”, ha detto Renzi. Che sul futuro del governo Conte spiega: “La legislatura resterà in piedi, anche perché dove vanno? Non credo che i cinque stelle abbiano tutta questa fretta di tornare a casa”.

Leggi anche -> Salvini attacca Conte: “Pensioni? Non deve prendere per il c*** la gente!”

Ma parlando dell’esecutivo, l’ex segretario del Pd ha avvertito: “Il governo Conte deve lavorare. Mi chiedete se è piu’ forte? Lo scopriremo solo vivendo. Deve darsi una mossa, deve cambiare marcia nell’interesse del Paese. E’ finita la ricreazione”. Renzi ha insistito sulla necessità di fare le riforme e sbloccare i cantieri senza che comunque questo metta in pericolo l’esecutivo: “Per me si arriva al 2023, come ho sempre detto, un po’ per la paura di andare a votare), un po’ perché c’è da eleggere il presidente della Repubblica”.

L’agenda

Poi l’analisi dei punti tanto cari a IV. Sulla prescrizione, “anziché l’obbrobrio voluto da Bonafede e Salvini vogliamo il ritorno alla proposta Orlando, come propone l’ex ministro Costa. Spero che la voti anche il Pd, sennò trovino una soluzione, è la proposta di Orlando, non di Costa”, ha detto. “Invece del lodo Conte o lodo Bonafede c’è il lodo Annibali, deputata di Italia Viva. Un modo per prendere tempo prima che la legge sulla prescrizione dispieghi i suoi effetti negativi”, ha aggiunto.

Cantieri e digitalizzazione. Nell’agenda riformista Renzi ha inserito, tra le altre cose, “cantieri per 120 miliardi da aprire e semplificazione totale della pubblica amministrazione attraverso la digitalizzazione. C’è già un nostro progetto nei cassetti, la ministra Pisano invece di inseguire Casaleggio lo ripeschi”.

Leggi anche -> Renzi: “Di Maio si occupi della Libia”

Poi l’intervento sul Pd. A proposito di agenda riformista, Renzi ha spronato il suo ex partito. “Il Pd a questo punto si trova a un bivio e deve scegliere se essere un partito riformista oppure no”, ha detto spronando i dem, così come il governo a un’azione concreta che eviti di fare “favori a Salvini”.