Franceschini spinge per il proporzionale: “Bipolarismo Lega-Pd, ci siamo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:07

Il Ministro per i beni e le attività culturali fa le carte alla politica italiana. “Salvini ha commesso errori e ne farà altri”, dice Franceschini.

dario franceschini

Dario Franceschini torna a parlare dello stato attuale della politica italiana. Il nostro Paese è reduce dalle elezioni in Emilia Romagna e Calabria, che hanno dato esiti molto chiari. In particolare nel duello tra Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini, con la vittoria di quest’ultimo. Un doppio risultato che, secondo il Ministro per i beni e le attività culturali dà una situazione abbastanza ben delineata.

E così, in un’intervista per il Corriere della Sera, Franceschini prova a fare le carte alla scena politica italiana. Partendo da un’idea molto cara al suo Partito Democratico. Stiamo parlando del ritorno al sistema proporzionale per quanto riguarda l’assegnazione di seggi e poltrone. “L’idea che il bipolarismo sia figlio del maggioritario e che il proporzionale sia il suo nemico, è smentito dalla storia italiana. Con l’avvento del maggioritario, al quale pure credemmo convintamente, siamo finiti nella frammentazione, nei ribaltoni, nelle coalizioni disomogenee. In realtà il motore di tutto è l’azione politica“.

Il Pd ha vinto in Emilia Romagna con Bonaccini – meteoweek.com

Il destino di Lega e M5S secondo Franceschini

Franceschini sostiene dunque che il sistema maggioritario abbia messo ancor di più in difficoltà l’Italia sul piano politico. Pertanto invoca il ritorno al proporzionale. Un sistema che potrebbe dare nuovamente vita al bipolarismo, che si è di fatto materializzato ancora una volta nella recente tornata elettorale. “Ritengo che il proporzionale con uno sbarramento al 5% semplificherà ulteriormente il quadro. E porterà a un bipolarismo di fatto Lega-Pd, ognuno con i propri alleati che avranno superato lo sbarramento“, dichiara il ministro.

E a proposito dei risultati in Emilia Romagna e Calabria, Franceschini non ha dubbi sullo stato delle cose. In particolare per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, ancora una volta uscito dalle ossa rotte. E il ministro fa riferimento al risultato di un anno fa in Umbria, quando la coalizione tra Pd e pentastellati fu un altro fallimento. “Il risultato di domenica sgombra il campo da un dubbio, e cioè che in Umbria fossero andati male perché si erano coalizzati con noi. Ora hanno corso da soli e l’esito è stato peggiore. È chiaro che il problema non è l’alleanza. In questa fase il Pd non deve avere tentazioni egemoniche né l’istinto dell’auto sufficienza. In tal senso l’operato inclusivo di Nicola Zingaretti è intelligente. I 5 Stelle hanno bisogno di tempo. Tuttavia è necessario costruire un campo di forze riformiste che, per usare un lessico da Prima Repubblica, richiami a una sorta di Arco costituzionale“.

Franceschini parla anche del grande sconfitto delle elezioni in Emilia Romagna, ovvero Matteo Salvini. La Lega non ha vinto domenica, e questo fa credere all’esponente del Partito Democratico che non sia la Lega a trainare la scena politica italiana. “Salvini è al suo secondo errore in pochi mesi, e questo fa pensare che ne commetterà altri. Ma non vorrei che da un eccessivo pessimismo passassimo ad un eccessivo ottimismo“.