Come in guerra: il premier Giuseppe Conte chiude l’Italia

In un discorso teso e sofferto, Giuseppe Conte annuncia l’inasprimento delle misure di contenimento: chiusura di tutte le attività commerciali escluse quelle essenziali. Giornata decisiva su tanti fronti, quella di oggi, che si conclude con la decisione del governo. 

Il premier Giuseppe Conte

Il premier Conte ha annunciato la chiusura – ancora più intensa e decisa – del paese: blocco delle attività commerciali, tutte, escluse quelle essenziali. Tutto ciò che non è essenziale, si ferma. A parte le farmacie, gli alimentari, i trasporti e, appunto, i “servizi essenziali” tutto il resto va in blocco. “Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. Ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle dei beni di prima necessità e delle farmacie. Chiudiamo i negozi” sono state le parole del premier in una diretta su Facebook annunciata intorno alle nove. Giornata decisiva, dunque, quella di oggi. Iniziamo dai numeri: i contagiati totali in Italia sono 10.590, i morti 827. Rispetto a ieri l’incremento è di oltre 2300 unità. Non è una buona notizia. In testa alla drammatica classifica c’è la Lombardia, che sta pagando il prezzo più alto di questo contagio: 7280 malati, 1489 più di ieri. E’ anche per questi numeri che questa mattina il governatore lombardo Attilio Fontana ha chiesto al governo un ulteriore inasprimento delle misure di contenimento. La richiesta di Fontana è stata netta: chiudere tutto, o quasi. Lasciare aperte giusto le attività fondamentali (farmacie, alimentari) e mantenere un occhio di attenzione alle industrie, che rischiano il tracollo. La richiesta al governo è stata presentata in forma di lettera. Ed è a questa domanda che Conte ha dovuto rispondere stasera, andando oltre la gestione dell’emergenza in Lombardia. Come abbiamo visto, il blocco totale riguarda tutto il paese. La situazione è resa più complessa anche dalla chiusura degli stabilimenti della Fca a Melfi, Cassino e Pomigliano, segno di un livello di preoccupazione decisamente alto. E c’è già, anche, un passo in avanti a livello di prevenzione: sarà necessaria l’autocertificazione anche per chi si sposta a piedi.

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Poi è arrivata la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: il contagio del Covid-19 è, a tutti gli effetti, una pandemia. I 4350 decessi in tutto il mondo, la diffusione in 105 paesi (su 150), la presenza del virus praticamente in tutti i continenti escluso soltanto l’Antartide ha convinto gli esperti dell’Oms. E’ una pandemia, globale e pericolosa. L’annuncio è stato dato dal direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.