Coronavirus 368 morti solo oggi e oltre 20mila infetti, la Lombardia affonda ma arriva Bertolaso

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana oggi ha lanciato un appello allarmistico al governo e alla protezione civile. Dopo il caso delle mascherine-panni da polvere, la Lombardia ha chiesto e ottenuto di essere affiancata da Guido Bertolaso. 

E’ ancora la Lombardia ad essere al centro delle polemiche e degli appelli disperati ma anche dei numeri di contagi più alti. Il governatore Fontana scrive al Governo ma annuncia anche ‘misure alternative’ e si ‘prende’ Guido Bertolaso che lo affiancherà nell’emergenza. Il presidente della Lombardia Fontana ha chiesto a Bertolaso di affiancarlo come consulente personale. Il compenso, simbolico, sarà di un euro. Bertolaso, che in passato è stato capo della Protezione civile, ha preso le redini dedicando il suo primo pensiero ai medici in prima linea. E dicendosi sicuro di poter aiutare: “Se ho aperto l’ospedale Spallanzani vent’anni fa, ed ho lavorato in Sierra Leone durante la micidiale epidemia di ebola, forse qualcosa di utile con il mio team spero di riuscire a farlo”. “Grazie a tutti gli italiani per le belle parole e gli attestati di stima”: l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, lo ha scritto su twitter dopo le reazioni alla sua nomina consulente del presidente della Lombardia per il Coronavirus. Bertolaso ha anche postato un tricolore che sventola e lacitazione forse più famosa di John Fitzgerald Kennedy: “non chiederti mai cosa il Paese può fare per te ma SEMPRE cosa TU puoi fare per il tuo Paese”. Borrelli: “sono un ‘figlio’ di Bertolaso, sono molto contento che sia di questa partita, da lui ho imparato molto”.

I dati del 15 marzo in tutta Italia

Superati i 20mila malati di coronavirus in Italia: sono complessivamente 20.603, con un incremento rispetto a sabato di 2.853, mentre il numerocomplessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 27.747. Il dato è stato fornito dal commissarioper l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 1.672 i malati ricoverati in
terapia intensiva, 154 in più rispetto a ieri. Di questi 767 sono in Lombardia. Dei 20.603 malati complessivi, 9.663 sono poi ricoverati con sintomi e 9.268 sono quelli in isolamento domiciliare. Sono arrivate a 1.809 le vittime del coronavirus in Italia.In un solo giorno c’è stato un aumento di 368 morti. Sabato l’aumento era stato di 175. Dall’inizio dell’emergenza sono state trasferite dalle terapie intensive della Lombardia ad altre regioni 40 pazienti. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla protezione Civile. Nella giornata di oggi sono state trasferite 6 persone.

Dati della Protezione Civile 15 marzo
10.043 i malati in Lombardia (984 in più di ieri), 2.741 in Emilia Romagna (+392), 1.989 in Veneto (+214), 1.030 in Piemonte (+216), 1.087 nelle Marche (+224), 763 in Toscana (+149), 396 nel Lazio (+76), 296 in Campania (+53), 493 in Liguria (+109), 316 in Friuli Venezia Giulia (+45), 179 in Sicilia (+29), 212 in Puglia (+56), 367 in Trentino (+168), 128 in Abruzzo (+22), 139 in Umbria (+36), 17 in Molise (+0), 75 in Sardegna (+25), 56 in Valle d’Aosta (+15), 66 in Calabria (+7), 199 in Alto Adige (+29), 11 in Basilicata (+1). Quanto alle vittime, se ne registrano: 1.218 in Lombardia (+252), 284 in Emilia Romagna, (+43), 63 in Veneto (+8), 81 in Piemonte (+22), 46 nelle Marche (+10), 8 in Toscana (+2), 33 in Liguria (+6), 9 in Campania (+3), 16 Lazio (+3), 14 in Friuli Venezia Giulia (+1), 16 in Puglia (+8), 5 in provincia di Bolzano (+2), 2 in Sicilia (+0), 3 in Abruzzo (+1), uno in Umbria (+0) uno in Valle d’Aosta (+0), 6 in Trentino (+4), uno in Calabria, 2 in Sardegna.
I tamponi complessivi sono 124.899, quasi 85mila dei quali in
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

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Il personale ospedaliero beneficerà di un surplus di stipendio. I dipendenti del Servizio Sanitario nazionale, otterranno un pagamento maggiorato per le ore di straordinario, se sono impegnati nel contrasto all’epidemia di coronavirus.

Il governo chiede alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano di aumentare, a livello regionale, “del 50% il numero dei posti letto in terapia intensiva e del 100% il numero dei posti letto nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive”.

Per raggiungere questi obiettivi, Trento e Bolzano saranno autorizzate a stipulare accordi con cliniche private accreditate. E, se non sufficienti, anche con cliniche non accreditate. Purché – precisa la Relazione illustrativa – simili strutture rispondano a tutti i requisiti di qualità in termini di assistenza al paziente.

Alla luce della strordinaria emergenza che vive il Nord Italia, le strutture private non potranno rifiutarsi di collaborare e dovranno mettere a disposizione – oltre alle loro strutture e ai macchinari – anche il personale. In cambio riceveranno quella che la Relazione definisce una a “indennità di requisizione”.

Anche la Lombardia  viene autorizzata a sottoscrivere contratti con strutture private “in deroga ai tetti di spesa”.

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Il ministero dell’Economia potrà utilizzare una sua società (Invitalia) per “finanziamenti a fondo perduto, contributi in conto gestione, finanziamenti agevolati. Ne beneficeranno “le imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali”. Gli incentivi “potranno essere erogati anche alle aziende che forniscono mascherine chirurgiche, mascherine prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità”. 

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La Protezione civile potrà requisire “presidi sanitari e medico-chirurgici, da soggetti pubblici e privati”. Invece le Prefetture potranno  requisire “strutture alberghiere, oppure altri immobili con  analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare”. In alberghi e strutture ricettive saranno sistemati anche i malati che hanno superato la fase più acuta e che, per ragioni di prudenza, non possono tornare presso le loro abitazioni.


Anche l’esercito in campo contro il coronavirus

Per trovare “presidi sanitari straordinari”, il governo schiera il servizio sanitario militare. In concreto, “è stata stimata la necessità di incrementare il personale medico e infermieristico militare per 320 unità, di cui 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno”. L’operazione di recluramento dovrà essere completata “entro aprile”; le migliori professionalità saranno scelte “dalle commissioni di avanzamento dell’Esercito italiano”.

Chi produce farmaci non chiude

Misure speciali per le “imprese indispensabili alla produzione dei farmaci e dei dispositivi medici e diagnostici”. Ai loro dipendenti “non si applicherà la misura della quarantena con sorveglianza attiva anche nell’ipotesi in cui gli stessi abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva”.

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