Coronavirus, Cristina Parodi intrappolata a Bergamo | “Siamo ormai…”

E’ una Cristina Parodi triste, sommessa e profondamente preoccupata, quella che s’è mostrata ieri – domenica 23 marzo – in collegamento da Bergamo a Non E’ L’Arena di Massimo Giletti. La giornalista è seriamente preoccupata per la sua città, fortemente colpita dal Coronavirus.

La sua Bergamo: “Siamo ormai una città fantasma”

La Lombardia, immediatamente seguita dal Veneto e dall’Emilia Romagna, è la regione italiana più colpita dall’epidemia del Coronavirus. In particolare la città di Bergamo, ora a stretto braccetto con Brescia, è quella che risulta più contagiata. La giornalista e conduttrice televisiva Cristina Parodi, volto amatissimo dai telespettatori di tutto il nostro Paese, ieri sera in collegamento dalla città ove risiede con il marito e con le figlie, con il collega e amico Massimo Giletti nel suo programma Non E’ L’Arena, ha manifestato tutto il suo dolore e la sua ingente preoccupazione. “Siamo in una città fantasma, il contagio non si ferma!”, ha dichiarato, trattenendo a stento le lacrime.

 

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Immagini choc della sua Bergamo

Chiaramente la dichiarazione della conduttrice TV, nonché moglie del sindaco della città, l’affascinante Giorgio Gori, è stata resa ancora più forte da alcune immagini, nelle quali dei camion militari sono stati costretti a portare via le bare dei defunti, davvero numerosi, dal momento che nel cimitero cittadino non c’era più posto per loro. “Questa è l’immagine più dolorosa. C’è  urgenza di alcune cosa fondamentali, da una parte delle strumentazioni mediche, e poi di tutti i dispositivi di sicurezza dei medici, perché anche i medici e gli operatori sanitari si ammalano!”

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L’importanza del lavoro del personale sanitario

Una triste realtà, come ci continuano a ricordare i TG e anche le loro numerose edizioni straordinarie e le svariate Ansa, che escono di continuo. Notizie che tutti gli italiani aspettano con trepidazione, letteralmente incollati a Internet e alla televisione.

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Inoltre i Social, Facebook in primis, coi suoi gruppi che spuntano e nascono come funghi, ci ricordano con accorati post di come sia fondamentale più che mai in questo periodo il lavoro difficoltoso, sopratutto per il numero massacrante delle ore, dei medici, degli infermieri e paramedici che, ogni giorno rischiano la loro vita, per salvare quella altrui.