Edoardo Pesce | i suoi ruoli migliori prima di diventare Alberto Sordi in tv

Nel centenario della sua nascita, Rai1 omaggia questa sera, martedì 24 marzo, il re della commedia all’italiana Alberto Sordi con il film tv Permette? Alberto Sordi, diretto da Luca Manfredi, con protagonista Edoardo Pesce. Ma l’attore romano che oggi presta il volto a Sordi ha già alle spalle una lunga sequenza di ruoli importanti. Scopriamo insieme quali.

Edoardo Pesce sarà Alberto Sordi per il film tv prodotto dalla Rai e diretto da Luca Manfredi. Ma il quarantenne attore romano, che vinto il David di Donatello per il migliore attore non protagonista grazie al suo ruolo in Dogman, ha già una lunga carriera alle spalle.

I ruoli di Edoardo Pesce

Edoardo Pesce si era già fatto notare per la sua interpretazione di Ruggero Buffoni, uno dei membri della Banda della Magliana in Romanzo criminale – La serie, ancora oggi uno dei suoi ruoli più amati dal pubblico, ma si impose definitivamente nel 2017, quando interpretò Franco, il marito violento di Fortunata nell’omonimo film di Sergio Castellitto con Jasmine Trinca selezionato al Festival di Cannes. Ma sarebbe impossibile non menzionare il suo ruolo in Cuori Puri di Roberto De Paolis. Come tutti gli altri attori di quel film, anche Pesce fu in grado di dare spessore e credibilità ad un personaggio la cui storia apparteneva alla nostra esperienza collettiva così come stile con cui questa veniva narrata, in grado di emanciparla dalla propria singolarità aneddotica e renderla una grande avventura umana.

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Il successo con Dogman

È però il ruolo dell’ex pugile Simone nel film Dogman di Matteo Garrone, seviziato e ucciso dall’uomo che per anni aveva picchiato e umiliato, a valergli anche la definitiva consacrazione della critica, ottenendo il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Reso irriconoscibile da un trucco molto marcato, Pesce riuscì a penetrare il guscio di un personaggio apparentemente granitico per lasciare allo spettatore la possibilità di intravederne il vissuto attraverso le sue crepe. Eravamo partiti da una specie di Frankenstein, una maschera. Ma risultava troppo stupido e ottuso”, aveva dichiarato l’attore al Corriere della Sera riguardo al suo Simone. “A Cannes incrociai Roberto Benigni e mi disse che avevo interpretato un pupone. Era riuscito ad intravedere la fragilità del mio personaggio sotto la sua scorza mostruosa”.

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La libertà di un attore

Eppure, l’attore romano, che ha raggiunto il successo con Dogman, per il quale ha vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista, è stato tanto altro nella sua carriera. Non solo il Buffoni di Romanzo Criminale, il suo primo personaggio davvero iconico, ma anche il Tino del suo esordio cinematografico, 20 Sigarette, passando per il rugbista de Il Terzo Tempo e per il Lele del bellissimo Cuori Puri. Proprio per via della riconoscibilità raggiunta da giovane con Romanzo Criminale, che lo fece diventare incredibilmente popolare grazie al personaggio che interpretava, Pesce ha capito subito quanto sia importante non lasciarsi cannibalizzare dal ruolo che si ricopre e che spesso si viene riconosciuti per chi si interpreta prima ancora che come attori. Il “privilegio” di non essere immediatamente riconosciuti con questo o quel personaggio concede una grandissima libertà all’attore, che può sperimentare nuovi registri e cambiare genere. Una libertà che Pesce ha sempre saputo sfruttare per scegliere ogni volta i progetti più stimolanti che gli venivano presentati.