Duro attacco a Boris Johnson: “Ritardo criminale nelle misure anti-Coronavirus”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:41

Richard Horton, direttore di The Lancet, si scaglia contro Johnson. “Strategia fallimentare”, scrive sulla rivista scientifica. Intanto aumenta in un giorno il dato su contagi e morti.

johnson

Il Regno Unito è entrato ufficialmente nel pieno della crisi per l’emergenza Coronavirus. Il picco è stato ragguinto al momento in cui è stata diffusa la notizia della positività di Boris Johnson. Proprio il premier britannico ha dovuto cambiare di punto in bianco i piani nazionali, dopo che in un primo momento sembrava voler lasciare correre. Gli ultimi eventi, compresa la positività al tampone anche del principe Carlo, ha portato al lockdown. Ma non mancano le critiche e gli aspri attacchi nei confronti di Johnson, in particolare dal mondo scientifico.

Questo è quanto si legge su The Lancet, una delle riviste scientifiche più prestigiose del Regno Unito. Il direttore Richard Horton si scaglia contro Boris Johnson e le sue decisioni nelle settimane precedenti. Si parla di “ritardo scandaloso” sulle pagine della rivista uscita oggi. “Non dovremmo essere nella posizione in cui siamo adesso. L’ultima settimana di gennaio sapevamo quello che sarebbe venuto. Abbiamo sprecato febbraio quando avremmo potuto agire. Tempo in cui avremmo potuto moltiplicare i test. Tempo in cui avremmo potuto procurarci materiale protettivo. Non l’abbiamo fatto”.

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Richard Horton si fa carico delle critiche di un Paese intero – meteoweek.com

Horton ha fatto capire che le misure adottate da Johnson, oltre che tardive, potrebbero non bastare. Anche perchè la condotta nelle settimane precedenti potrebbe aver portato il Regno Unito al collasso. “La strategia del governo è fallita, in parte perché i ministri, per ragioni che rimangono opache, non hanno seguito subito i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di fare test a ripetizione su ogni caso sospetto, di isolare e di applicare la quarantena. Il governo adesso ha un piano di soppressione del Covid 19, ma è stato approntato troppo tardi, lasciando il National Health Service completamente impreparato“.

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Nel mirino di Richard Horton, tuttavia, non c’è solo Boris Johnson. Al centro dell’attacco ci sono infatti anche Chris Witty e Patrick Vallance. Si tratta rispettivamente del Consigliere Medico Capo e del Consigliere Capo Scientifico del Governo del Regno Unito. I due principali consulenti di Johnson durante la crisi, secondo il direttore del Lancet, non avrebbero fatto nulla per “aprire gli occhi” al premier. La loro decisione di chiudere tutto, dopo una prima fase di contenimento, è legata soprattutto a una previsione di ben 250mila morti entro agosto in Regno Unito.

Intanto Boris Johnson si tiene nel suo isolamento, nell’appartamento di sua proprietà a Downing Street. Nel frattempo la stampa e gli scienziati, e non solo Richard Horton, si sono scagliati contro di lui. E la situazione in Regno Unito non migliora, visto che la giornata di ieri è stata la peggiore sul fronte dei numeri: 3mila contagi e 181 morti solo ieri.