Il sindaco di Parma Pizzarotti ammette l’errore. “Inserita erroneamente parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi. Uno scivolone, lo correggiamo”

Il sindaco di Parma Pizzarotti dice no al bollino antifascista per i buoni spesa. Una netta presa di posizione del primo cittadino, dopo che, nella giornata di ieri Fratelli d’Italia ha alzato i toni. Il partito di Giorgia Meloni non si è risparmiato quando ha visto che l’amministrazione comunale di Parma aveva richiesto una sorta di “bollino antifascista” a coloro che chiedevano i buoni spesa erogati dal governo. In tutto 400 milioni suddivisi tra i vari comuni italiani. Chi chiede i buoni spesa, si legge infatti nella delibera, “deve firmare una dichiarazione nella quale attesta di riconoscersi nei valori della Costituzione e della democrazia, ripudiando nazismo, fascismo, xenofobia e razzismo”.
“A Parma anche la pastasciutta deve risultare antifascita – l’attacco del deputato Fdi Tommaso Foti, giunto ieri -. Trovo vergognoso che in questo momento un comune possa decidere a chi consegnare i buoni pasto e a chi no in base alle sue idee politiche. Il governo faccia immediatamente chiarezza”. Un attacco frontale rivolto direttamente al sindaco Federico Pizzarotti, considerato il colpevole dell’iniziativa.
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Il primo cittadino rettifica: “E’stato un errore che possiamo correggere”
Chiarezza l’ha fatta questa mattina il sindaco Federico Pizzarotti, ricoperto anche di insulti sui social. “In merito ai buoni spesa – le sue parole – è stato erroneamente inserito parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi. In questa parte c’è scritto che se professi xenofobia, razzismo e nazismo non puoi beneficiare di sale civiche, patrocini o contributi dal comune di Parma. Da noi è e rimarrà così, ma non vale per i bonus spesa. Correggeremo l’errore, grazie a chi lo ha fatto notare”.
“A Parma – ha aggiunto – nessuno viene lasciato indietro, e i bonus spesa per l’emergenza non si negano a nessuno”. Poi si è rivolto a coloro che lo hanno subissato di insulti sui social: “Se foste di Parma e aveste bisogno di accedere al servizio – l’attacco – accedereste nonostante tutto il vostro odio represso contro l’altro. Parma è fatta così e non cambierà per nessuna ragione. E’solidale nei confronti di tutti”.





