Coronavirus, 10 detenuti per mafia da scarcerare

Il report dell’Organismodi Monitoraggio delle infiltrazioni criminali ha stabilito che ci sarebbero 10 soggetti mafiosi che potrebbero uscire per Covid-19.

Coronavirus, 10 detenuti per mafia da scarcerare (Foto di Archivio) – meteoweek

Un report dell’Organismo di Monitoraggio delle infiltrazioni criminali nell’ambito dell’emergenza Covid-19 datato 23 aprile ha stabilito ufficialmente che tra i detenuti per reati mafiosi che sarebbero 10 i segnalati all’Autorità Giudiziaria come rientranti
nei casi a rischio complicanze in caso di infezione da coronavirus per beneficiare di misure alternative alla custodia in carcere. Nel report si osserva inoltre che un
eventuale ampliamento della platea dei soggetti che beneficino delle stesse se da un lato, decongestionerebbe gli istituti, dall’altro, “consentirebbe a molti detenuti di ristabilire contatti con l’esterno“. Come uscire, dunque, da questo impasse? Nel frattempo è di poche ore fa la notizia che il neo vicecapo del Dap Roberto Tartaglia avrebbe inviato al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede una nota con la lista dei 456 boss mafiosi, ristretti al carcere duro, in regime “di alta sicurezza”, che avrebbero presentato istanza di scarcerazione per il coronavirus.

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E’ un rischio metterli in libertà (Foto di Archivio) – meteoweek

C’è da sottolineare che dei 456 mafiosi che vorrebbero abbandonare la galera “225 sono detenuti definitivi“, come si legge nella relazione dell’Adnkronos, e “231 sono detenuti in attesa di primo giudizio, imputati, appellanti e ricorrenti”. Il Dap ha subito dato inizio “all’acquisizione dagli istituti penitenziari delle istanze presentate e alla conseguente attività di analisi finalizzata alla predisposizione di idonee misure organizzative”. Un numero consistente che spaventa, anche perché il lockdown è ormai quasi al termine e rimettere molti di loro in libertà vorrebbe dire dargli la possibilità di avere contatti con l’esterno e di riorganizzare parte degli affari lasciati in sospeso per le misure detentive. Solo ieri il ministro della Giustizia aveva fatto sapere di essere al lavoro per “riportare in carcere i tanti detenuti mafiosi che, grazie al coronavirus, sono riusciti a ottenere i domiciliari” e oggi è arrivata questa notizia che invece lascia ben poche speranze. Come procederà non è dato saperlo, bisognerà attendere e seguire l’evoluzione dei decreti governativi.