Home Cronaca Micaela Bicego massacrata in un parcheggio: è caccia al killer

Micaela Bicego massacrata in un parcheggio: è caccia al killer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:26
CONDIVIDI

E’ mistero su chi possa aver brutalmente ucciso la 47enne di Bussolengo, ritrovata in un parcheggio con il cranio sfondato.

Prima colpita al capo e poi investita con un’auto mentre era riversa a terra, con la testa schiacciata dalle ruote della vettura. È morta in questa maniera orribile Micaela Bicego, 47 anni, commerciante di Bussolengo nel Veronese. Il cadavere è stato rinvenuto  da un turista che faceva jogging alle 6,30 del mattino nel parcheggio davanti all’ingresso delle Terme di Colà di Lazise sul Lago di Garda. La vittima è molto nota nel suo paese: gestiva da anni il suo negozio “Micaela Corredo Casa” all’interno della galleria del centro commerciale che sorge sulla Gardesana all’ingresso di Bussolengo. Famiglia molto apprezzata, quella di Micaela: era figlia unica di una insegnate di educazione tecnica delle scuole medie di Bussolengo mentre il padre, ex bancario dipendente del Banco popolare, è deceduto qualche anno fa. Il primo ad essere interrogato è stato il maritoGiuseppe Bonato, 60 anni, ragioniere, impiegato di VeronaFiere, anche lui originario di Bussolengo e socio con il fratello di un’impresa edile in paese. L’uomo è stato ascoltato per ore, assieme al figlio di 22 anni, studente universitario a Milano, dai carabinieri della Compagnia di Verona, assieme al pubblico ministero Alberto Sergi che ha condotto l’indagine. Ma ieri sera, fino a tarda ora, gli inquirenti erano ancora al lavoro e l’uomo risultava in stato di fermo nella caserma dei Carabinieri di Peschiera del Garda.

LEGGI ANCHE -> Flavio e Gianluca: forse uccisi da mix di metadone e altre sostanze

LEGGI ANCHE -> Respinta la causa intentata da General Motors contro Fca

Micaela Bicego, la 47enne vittima, ed i parcheggio dove è stata ritrovata

A dare l’allarme sulla scomparsa della donna era stato proprio il figlio, che ieri sera non l’aveva vista tornare nell’abitazione di Colà di Lazise dove la donna viveva da un anno, e dove spesso il figlio la raggiungeva. L’aveva cercata inutilmente al telefonino e poi in auto per le strade di Lazise. Qualcosa non torna, però: il ragazzo avrebbe dato l’allarme alle 4 del mattino e l’auto sarebbe stata registrata dalle telecamere, in zona, alle 5. Il giovane ha ammesso ai carabinieri di essersi preoccupato e di essersi messo in cerca della madre. Da qualche tempo, i rapporti tra la donna ed il marito si erano fatti difficili, al punto che un anno fa era arrivata la decisione di separarsi: lui a Bussolengo e lei a Lazise. E l’altro giorno tra i due ci sarebbe stato l’ennesimo litigio, sembra per motivi economici. Ieri sono stati interrogati anche altri familiari e conoscenti della coppia. Il pm ha disposto l’autopsia sul corpo della donna, che potrebbe essere anche stata colpita prima in testa e poi investita con l’auto: nel parcheggio è stato trovato uno zainetto con all’interno una mannaia. Inoltre, sul cofano sul tetto dell’auto della donna vi sarebbero le impronte delle sue scarpe da ginnastica, come se avesse cercato di rifugiarsi sopra alla vettura.