Coppia finisce in manette a Brescia: scovati 8 kg di eroina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:06

A Brescia i carabinieri hanno arrestato una coppia di conviventi dopo aver scovato circa 8 kg di eroina. La droga era nascosta all’interno dell’abitazione, nell’automobile utilizzata dai due per effettuare le consegne e nel furgone parcheggiato nei pressi dell’abitazione. 

carabinieri

A Brescia è finita in manette una coppia di conviventi a causa di possesso di droga. Lui tunisino, lei italiana, i due nascondevano circa 8 kg di eroina all’interno dell’abitazione e dell’automobile utilizzata per le consegne. Stando a quanto riportato, i carabinieri avrebbero fermato la vettura della coppia: la donna, al volante al momento del controllo, aveva addosso ben undici dosi di eroina pronte per lo spaccio. Il tutto sarebbe avvenuto, più precisamente, in via della Chiesa a Urago Mella. I due, entrambi 40enni e in attesa di un bimbo, sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti. L’eroina sarebbe poi stata rinvenuta anche all’interno del furgone parcheggiato nei dintorni della loro abitazione. Se i due fossero riusciti a vendere tutta l’eroina in loro possesso, dallo spaccio avrebbero ottenuto un guadagno di circa 800.000 euro.

A fermarli, però, è stato il blitz dei militari. La coppia non è stata fermata casualmente: gli agenti si erano insospettiti a causa delle manovre effettuate dall’auto in questione. Così sarebbe scattata la perquisizione, una volta fatto accostare l’auto, durante la quale i carabinieri avrebbero trovato addosso alla donna circa 11 dosi di eroina. Sotto al tappetino un altro kg e mezzo, contenuto all’interno di un sacchetto di plastica. Poi la perquisizione all’interno dell’abitazione, che ha portato al rinvenimento di altri 625 grammi nascosti in una scarpiera. Proseguendo la perlustrazione, sarebbero spuntati fuori altri due panetti da mezzo kg l’uno nascosti in garage. Infine, il furgone parcheggiato nei pressi della casa: al suo interno, altri 5 kg di eroina.

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Quella di Brescia è una storia simile a quella che ha avuto luogo di recente a Biella, dove gli agenti della squadra mobile hanno effettuato una perquisizione all’interno di un bar, scovando circa 40 grammi di eroina. Il rinvenimento ha portato poi all’arresto immediato per spaccio della titolare del locale, la trentunenne Marina Coda Zarbetta. Stando a quanto riportato dalla Stampa la donna non sarebbe del tutto ignota. La 31enne, infatti, farebbe parte di una famiglia famosa nel campo della ristorazione in città. Di recente avrebbe perso la sorella a causa di un tumore, anche lei famosa per il suo lavoro nella ristorazione. Maria Coda Zarbetta, poi, era già stata segnalata come possibile spacciatrice e già nella giornata di venerdì la polizia aveva effettuato una perquisizione all’interno della sua abitazione. Poi il tentativo all’interno del bar, questa volta decisivo. Nel frattempo proseguono le indagini per stabilire le dinamiche dello spaccio. A coordinarle il procuratore Teresa Angela Camelio. A complicare le indagini anche un elemento: in genere, nella zona, lo spaccio di droghe pesanti non avviene all’aperto, ma all’interno di circoli ristretti e “protetti”. Si cerca ora di capire che ruolo abbia svolto il bar all’interno di un quadro di spaccio anche più ampio.