Striscia La Notizia, ricordate Mingo? Dopo il licenziamento le pesantissime accuse

Chi segue da moltissimi anni Striscia la Notizia, il famoso format ideato da Antonio Ricci, probabilmente ricorderà anche Mingo, l’inviato che faceva parte del duo Fabio & Mingo e che per molti anni ha raccontato all’Italia di truffe e comportamenti scorretti negli ambiti più disparati.

Mingo

Come forse alcuni di voi ricordano, Mingo venne licenziato nel 2015 con la pesantissima accusa di aver truffato Striscia La Notizia, facendosi pagare la bellezza di dieci servizi completamente inventati e creati dal nulla, con tanto di richiesta di rimborso per i figuranti che avevano accettato di prestarsi allo show e di comparire davanti la macchina da presa. Per queste accuse, Mingo è stato rinviato a giudizio per truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione. Un carico di accuse davvero difficile da digerire.

Mingo, le parole contro il Gabibbo

Ora l’ex inviato di Striscia La Notizia è tornato a parlare delle vicende che lo hanno visto protagonista in un’intervista con la Gazzetta del Mezzogiorno, dove ha voluto raccontare la sua verità.

E il suo racconto parla con delle accuse nei confronti del Gabibbo, il pupazzo rosso che è diventato il simbolo di Striscia La Notizia. Perché fu proprio il Gabibbo ad annunciare, il 23 Aprile del 2015, il licenziamento di Mingo.

Ecco quello che ha raccontato l’ex inviato del programma di Antonio Ricci: “Penso che nessuno in Italia, anzi in Europa, o forse nel mondo possa vantare il primato di essere stato licenziato in diretta tv da un pupazzo di pezza rosso simbolo di un varietà televisivo”.

Striscia La Notizia - meteoweek
Striscia La Notizia – meteoweek

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Il racconto dell’ex inviato di Striscia la Notizia continua: “Noi cascammo dalle nuvole. Non avevamo neanche visto la trasmissione quella sera. Durante la trasmissione il pupazzo rosso aveva sentenziato la mia fine. A pensarci adesso mi vien da sorridere: essere giudicati, processati e sentenziati in diretta televisiva da un pupazzo di pezza. L’Italia è davvero il Paese dei paradossi.”

E il lamento di Mingo continua: “Nessuno ci rispondeva, nessuno ci dava spiegazioni, Mai inventato nulla. Era tutto così strano. Come vi sentireste se dopo vent’anni circa, i vostri datori di lavoro, diventati dopo anni anche vostri amici, quelli che considerate parte integrante della vostra famiglia, vi voltassero inspiegabilmente le spalle, smettessero di rispondervi al telefono e vi accusassero in diretta tv come se foste il peggiore dei criminali?”.

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