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Luca Cavazza, dalle proteste contro Bibbiano alle baby prostitute

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:56
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Luca Cavazza, coinvolto nel caso di “villa inferno” di Bologna, ha un passato fatto di politica e attivismo “anti Bibbiano”. Ora però è chiamato a rispondere (tra le altre cose) di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

Luca Cavazza

Pesantissime le accuse che pendono sulla testa di 6 coinvolti nel caso (così soprannominato) di “villa inferno” di Bologna. Location, questa, di proprietà di uno degli stessi indagati, e messa a disposizione per organizzare festini con minorenni a base di sesso e cocaina. Tra i partecipanti appare anche Luca Cavazza, ex candidato della Lega alle ultime elezioni regionali e da ieri finito agli arresti domiciliari. Insieme agli altri cinque professionisti, l’ex leghista è infatti indagato per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali con minore, cessione di cocaina aggravata dalla minore età della vittima. Dei reati, questi, che stonano parecchio su di un “accanito indignato” del caso Bibbiano.

Dalle proteste per Bibbiano a “Villa Inferno”

“Villa inferno”, questo il soprannome dato dagli stessi protagonisti della vicenda. Si tratta, in realtà, di una residenza appartenente a un imprenditore di Pianoro, presso la quale avvenivano festini a base di sesso e droga. Peccato che tra gli ospiti degli incontri, però, sono figurate anche diverse minorenni. L’operazione dei Carabinieri è infatti partita proprio a seguito della denuncia della madre di una di loro, e dalle indagini ne è uscito coinvolto anche Luca Cavazza, candidato con Borgonzoni alle ultime regionali.

Cavazza, riporta la ricostruzione proposta da Il Corriere, è entrato a far parte dell’attività politica fin da giovanissimo, scendendo in campo prima con Forza Italia e poi con la Lega. Il 27enne è ora finito agli arresti domiciliari per induzione alla prostituzione minorile e spaccio, anche se di lieve entità. E secondo quanto emerso dalle indagini, per il pm Stefano Dambruoso e il gip Letizio Magliaro sarebbe stato proprio lui a reclutare le ragazze (di cui almeno una minorenne) per i festini di “villa inferno”.

luca cavazza

Ma se il presente lo vede coinvolto in questo caso, anche in passato Cavazza era finito sotto i riflettori – mediatici, si intende, e per tutt’altri motivi. Quattro anni fa, spiegano ancora le fonti, era il più giovane candidato del centrodestra e face parlare di sé per via di un post pubblicato su Facebook. Riferendosi a Mussolini, dopo aver fatto visita alla tomba di Predappio, il candidato aveva infatti scritto sul social: “Tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. A noi!“.

Ma ancora, sempre attraverso i social, Cavazza era stato “pizzicato” in post inferociti contro il caso di Bibbiano, nei quali continuava a ripetere: “Giù le mani dai bambini“. Eppure, stando agli ultimi accertamenti, lo stesso Cavazza le mani su una minorenne le ha messe. A confessarlo sarebbe stata la stessa ragazzina interrogata sui fatti, che agli inquirenti ha parlato di “coca” in cambio di “attività sessuale di gruppo”.


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Un atteggiamento, quello del 27enne, che ha fatto inorridire anche i suoi vecchi colleghi di partito. Tant’è che ora, a carriera politica disfatta (e forse mai decollata), diversi esponenti di Forza Italia e del Carroccio pare si stiano affrettando a rimuovere post e foto che li immortalano assieme al giovane militante. E anzi, a voler prendere ulteriormente le distanze dalla sua posizione, ci ha già pensato anche il senatore Andrea Ostellari, coordinatore del partito in Emilia: “Dopo appurate verifiche si precisa che Luca Cavazza non risulta essere iscritto alla Lega“, spiega infatti in una nota.