Home News “Sud farà più fatica, non aggancerà la ripresa”: il rapporto Svimez

“Sud farà più fatica, non aggancerà la ripresa”: il rapporto Svimez

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:59
CONDIVIDI

Le previsioni regionali Svimez (Associazione per lo SVIluppo dell’industria nel MEZzogiorno) per il 2020 fotografano un Paese “unito” da un crollo dell’economia dalla portata eccezionale. Ma il meridione farà molta più fatica del Nord: ecco perchè

inail coronavirus - contagi a lavoro
foto di repertorio – meteoweek. com

Recessione senza precedenti in tutte le Regioni d’Italia per effetto delle ripercussioni della pandemia da Covid-19. Le previsioni regionali SVIMEZ (Associazione per lo SVIluppo dell’industria nel MEZzogiorno) per il 2020 non mostrano dubbi: il Paese “unito” è da un crollo dell’economia dalla portata eccezionale. La ripartenza attesa per il 2021, però, interesserà in primis le Regioni del Nord. Una parte del Sud, poi, non aggancerà la ripresa.

Vediamo nel dettaglio l’analisi sulle singole regioni. Il primato negativo del crollo del PIL nell’anno del Covid-19 spetta ad una regione del Mezzogiorno e ad una del Nord. La Basilicata (-12,6%), solo marginalmente interessata dalla pandemia, e il Veneto (-12,2%), una delle regioni maggiormente colpita dal virus. La Lombardia, epicentro della crisi sanitaria, perde 9,9 punti di PIL nell’anno in corso. Perdite superiori al 10% si registrano nel 2020 al Nord: Emilia Romagna (-11,2%), Piemonte (-11%) e Friuli V.G. (-10,1); al Centro: Umbria (-11,1%) e Marche (-10,6%); e nel Mezzogiorno: Molise (-10,9%).

Soffrono anche le regioni dell’Italia centrale

Le previsioni regionali aprono un solco evidente sul differenziale di crescita tra Mezzogiorno e Centro-Nord nel 2021. Qui si svela una significativa diversificazione interna alle due macro-aree nella transizione al postCovid. L’unica regione italiana che recupera in un solo anno i punti di PIL persi nel 2020 è il Trentino. A seguire, le tre regioni settentrionali del “triangolo della pandemia” guidano la ripartenza del Nord: +7,8% in Veneto, +7,1% in Emilia Romagna, +6,9% in Lombardia. Segno, questo, che avere delle strutture all’avanguardia permette di ripartire più velocemente nonostante la ‘caduta’ sia anch’essa più significativa.

Leggi anche –> Valentina Vignali denuncia uno skipper: “La violenza non è soltanto fisica…”

Leggi anche –> Forte aumento dei ricoveri e delle terapie intensive, Fondazione Gimbe: “Preoccupati”

Un problema ‘centro’ potrebbe maturare con il tempo. Le Regioni centrali sono accomunate da una certa difficoltà di recupero, in particolare Umbria e Marche. Alla questione settentrionale e a quella meridionale intorno alle quali tradizionalmente si polarizza il dibattito nelle crisi italiane, sembra aggiungersi una “questione del Centro” che mostra segnali di allontanamento dalle aree più dinamiche del Paese. Da questo punto di vista, l’epidemia Covid avrebbe inciso nell’allontanare le regioni centrali dal virtuosismo di sviluppo.