Arriva la bolletta da pagare, lui è morto da trentadue anni

È quanto ha pensato la signora Marie-Héléne Momi nel trovarsi nella posta una bolletta indirizzata a Massimiliano Momi, suo zio, deceduto ben 32 anni fa. E’ successo ad Oderzo

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foto via web – meteoweek.com

Nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, tutto corrisponde nell’avviso di pagamento emesso dal Consorzio di bonifica Piave di Montebelluna, ma la bolletta è inviata ad un uomo morto da trentadue anni. “L’importo da pagare è di 13 euro – racconta al Gazzettino la signora che ha aperto la busta che conteneva una bolletta – ma mio zio è morto appunto 32 anni fa. Nel suo testamento aveva lasciato a me in eredità la sua casa. Erano i primi anni Novanta quando con il geometra che mi seguì facemmo la successione, tutto venne intestato a me”.

“Un sacco di carte – prosegue – ma alla fine ritenevo di averci davvero messo una pietra sopra. Tanto più che quando, ad esempio, arrivava l’Ici da pagare, i dati erano corretti”. Qualche giorno fa alla signora è pervenuto l’avviso di pagamento emesso dal Consorzio Piave a lei indirizzato, con il suo preciso nome e cognome. “Figuratevi il mio sbalordimento quando qualche giorno dopo mi sono vista arrivare la busta con il nome dello zio. Per la burocrazia è ancora vivo per pagare le tasse. In famiglia ci siamo subito messi a ridere, quando ci sono soldi da tirar fuori anche i morti tornano vivi. Ho poi pensato che non è giusto. All’epoca i passaggi di proprietà sono stati fatti. Per decenni tutto si è svolto in modo corretto, adesso c’è quest’errore madornale”.

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Qualche anno fa giunse anche una comunicazione

Negli ultimi anni era giunta persino una comunicazione, sempre indirizzata allo zio defunto. “In particolare ci fu un’impiegata che si occupò del mio caso, fece tutte le verifiche, e inserì l’aggiornamento con il mio nome. In effetti l’impiegata mi avvisò: signora è possibile che arrivi di nuovo a nome di suo zio. Mi spiegò che per l’emissione delle cartelle delle tasse loro si basano sulla banca dati del Catasto e che negli aggiornamenti delle pratiche catastali c’è un buco che risale proprio ai primi anni Novanta”.

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“Da ciò che ho saputo le variazioni, per quanto correttamente svolte da noi proprietari, non sono state inserite nel catasto e l’errore si ripercuote su chi utilizza la banca dati. Mi è stato anche suggerito di rivolgermi ad un geometra per rifare gli aggiornamenti. Non ci penso proprio, i cambi sono stati fatti. Tanto più, ripeto, che per anni tutto si è svolto in modo corretto. Adesso nell’avviso di pagamento diretto allo zio, si chiedono i contributi di bonifica per gli anni 2017, 2019 e 2020. E il 2018 chi l’ha pagato? Forse lui dal cimitero”, chiude con ironia la signora Marìe.