Maxiblitz antidroga: sequestrate tonnellate di cocaina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22

Una maxi operazione internazionale della polizia, denominata “Los Blancos” che ha interessato oltre a Firenze anche altre località italiane

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Riuscivano a far arrivare tonnellate di cocaina grazie ai contatti diretti che avevano con i narcotrafficanti sudamericani. Il trasporto avveniva a bordo dei cargo commerciali che giungevano nei principali porti europei, in particolare: Anversa, Rotterdam e Brema. La maxi operazione internazionale, condotta da un un “Joint Investigation Team costituito dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, dalla squadra mobile di Firenze, dalla Finec olandese e dalla Direzione centrale per i servizi antidroga, con il coordinamento di Eurojust ed Europol, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e della Direzione centrale della polizia criminale”, l’indagine, che porta il nome di ‘Los Blancos’ grazie alla quale è stato sgominato “il cartello criminale Kompania Bello, considerato leader dei gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga in ambito continentale” e che faceva capo a una vera e propria “cupola” da cui discendevano le direttive strategiche.

Gli arresti

L’operazione ha portato all’arresto in carcere di 20 persone, tutte di origine albanese, ma in totale sono 31 le misure di custodia cautelare disposte. Durante le indagini sono stati inoltre sequestrati oltre 5,5 milioni di euro e quasi 4 tonnellate di cocaina. Le accuse nei loro confronti, a vario titolo, sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga. Gli arresti hanno riguardato le città italiane di Firenze, Genova, Modena, Pisa e Lucca, oltre a una serie di Paesi stranieri tra cui Albania, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Germania, Grecia, Olanda, Romania, Ungheria e Ecuador.


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Il cartello Kompania Bello

Secondo quanto spiegato dalla polizia, il cartello Kompania Bello, era un’organizzazione “in tutto e per tutto parallela a quella dei grandi cartelli sudamericani” ed è da ritenersi “l’indiscusso ed apicale punto di riferimento per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga”. Un marchio così importante, con ramificazioni in Italia, Olanda, Belgio, Ecuador, Austria, Svizzera, Francia, Svizzera, Francia, Norvegia, Turchia, Germania, da imprimere sui carichi il proprio timbro‘Bello’ come garanzia di qualità del prodotto: “Quella del marchio sui panetti, quasi a garanzia della qualità del prodotto, è una novità assoluta e sorprendente, emersa in cinque anni di indagini”, ha evidenziato nel corso della conferenza stampa nell’aula bunker di Firenze il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho.

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La criminalità albanese ricca di risorse

Il procuratore ha inoltre aggiunto: “A volte siamo portati a pensare che le organizzazioni criminali albanesi siano di secondo piano. L’operazione Los Blancos dimostra, invece, che i criminali albanesi hanno grandi capacità, arrivando a trattare direttamente con i cartelli di narcotrafficanti latinoamericani, intrattenendo con essi rapporti stabili. Le indagini, inoltre, hanno permesso di accertare l’esistenza di una sovrastruttura criminale albanese”, una sorta di cupola, da cui discendevano le direttive strategiche, ha spiegato De Raho. Il procuratore ha poi proseguito spiegando che le organizzazioni criminali albanesi “operano con straordinaria presa di campo in vari Paesi europei, con narcotrafficanti albanesi che agiscono in pianta stabile direttamente in Sud America e in Olanda, controllando partenze e arrivi dei carichi di cocaina nei porti europei, soprattutto di Anversa e Rotterdam”. Dalle indagini è emerso anche che le ingenti somme di denaro ricavato dal traffico di cocaina venivano riciclate attraverso società cinesi che operano in Olanda e in Inghilterra.

De Raho si è infine complimentato con “la Procura di Firenze, protagonista con questa operazione di un grande momento nella lotta alla droga, dimostrando la sua capacità di proiettarsi sul territorio internazionale. E questa capacità trova una base solida nella presenza efficace di Eurojust, che collega e coordina le indagini a livello europeo”.