Scuola, banchi a rotelle bocciati: “Impossibile scrivere o disegnare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:57

Gli studenti bocciano i banchi a rotelle da 300 euro l’uno: “Impossibile scrivere o disegnare”. Consegnati solo 400.000 su 2 milioni, flop da 600 milioni di euro.

Scuola, banchi a rotelle bocciati: “Impossibile scrivere o disegnare”

Sono arrivati i primi banchi nelle scuole, ma le recensioni e i giudizi da parte degli studenti sembrerebbero essere negativi: “piccoli e scomodi”. Così, i nuovi banchi con le rotelle da 300 euro l’uno sono stati bocciati dai ragazzi, e non solo. Diversi i motivi per cui tali banchi non risulterebbero adeguati, primo motivo fra tutti le dimensioni. “Se ci sono alunni alti, non ci entrano”: a dirlo è stato il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, durante una visita in una delle scuole dell’Istituto comprensivo Ognissanti. I primi banchi sono infatti stati consegnati nelle aree maggiormente colpite dall’emergenza Covid-19.


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Ma a lasciare perplessi non sono solo le dimensioni e lo spazio per gambe, quanto anche le dimensioni dello scrittoio: “piccolo e instabile”. Eppure, ne devono arrivare ancora 400.000, tante le richieste in tutta Italia. Nell’imbarazzo generale, dalla scuola spiegano: “Non li abbiamo collaudati, speriamo che dal Ministero li abbiano mandati a norma”. Effettivamente le scuole, prenotando i banchi monoposto, non hanno avuto la possibilità di scelta e di fatto non li hanno potuti provare al fine di valutarne l’efficienza e la comodità. Uno spazio così ridotto per scrivere potrebbe creare non poche difficoltà sia ai ragazzi delle scuole medie che agli studenti degli istituti professionali, tecnici e dei licei. Tuttavia, al momento sono pochi quelli già consegnati: su un totale di 2 milioni di banchi monoposto richiesti dalle scuole ne sono arrivati 400.000. Le consegne vanno avanti in queste ore ma solo una parte di questi hanno le rotelle, gli altri sono tradizionali.


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A commentare negativamente i banchi rotanti a prova di distanziamento sono anche i fisioterapisti. “Non vanno bene, c’è uno spazio limitato tra la sedia e l’appoggio e non c’è dinamica. Obbligano ad una sola posizione, senza possibilità di compensazione”: ha affermato Giuseppe Celesti, fisioterapista. “La postura ideale sarebbe quella di cambiare sempre postura e movimento. E questa sedia non lo consente, sembra una piccola gabbia, sia pure dorata”: ha aggiunto il fisioterapista. Dunque, un flop da 600 milioni di euro: dopo i dubbi su efficienza e comodità, si pensa magari di usarli per una lezione non necessariamente frontale, mentre c’è chi suggerisce di tenerli per lavori di gruppo o laboratori. In ogni caso starà all’insegnante decidere. Qualcuno ha invece proposto di ovviare al problema utilizzando i tablet, ma le scuole non sono preparate al meglio per affrontare lezioni di questo tipo.