La Parola e i frutti di salvezza | Il Vangelo di oggi 19 settembre 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:48

Il Vangelo di oggi ci parla di come la parola di Gesù sia far entrare l’amore di Dio nel nostro cuore, facendo produrre frutti di salvezza per l’eternità.

LITURGIA DELLA PAROLA – Sabato 19 Settembre 2020

S. Gennaro (mf); S. Mariano; S. Ciriaco
24.a del Tempo Ordinario
Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi
1Cor 15,35-37.42-49; Sal 55; Lc 8,4-15

PRIMA LETTURA

È seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 1Cor 15,35-37.42-49
Fratelli, qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale.

Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così anche i celesti. E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 55)

R: Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi.
Si ritireranno i miei nemici,nel giorno in cui ti avrò invocato;
questo io so: che Dio è per me. R.

In Dio, di cui lodo la parola,
nel Signore, di cui lodo la parola,
in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo? R.

Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,
perché hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei piedi dalla caduta. R.

IL VANGELO DI OGGI – Sabato 19 Settembre 2020

Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
+ Dal Vangelo secondo Luca 8,4-15
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola.

Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DEL GIORNO – La parola e i frutti di salvezza

Il Vangelo di oggi dà per certo un fatto semplice: la parola di Dio è salvezza. Gesù, Parola di Dio fatta carne, ci porta questa salvezza, cioè che la volontà di Dio si concretizzi in noi. Dio ha creato il mondo tramite la sua Parola, il suo amore e la sua volontà. Chi quindi vive secondo quella parola vive secondo quel bene grande che è Dio. Dio non ci chiede di seguire ciò che dice solo per “obbedienza”, ma perché, avendo Egli fatto il mondo e tutte le cose, tutto ciò che esiste vive secondo degli equilibri che solo Dio conosce in profondità e che, ascoltando e mettendo in pratica ciò che Egli ci dice, possiamo in qualche modo rispettare e vivere!

Non basta però solo l’ascolto. C’è chi, come ci dice il Vangelo, ascolta la Parola di Dio e non la capisce: allora essa non porta alcun frutto. C’è chi non è saldo e alla prima difficoltà cessa di seguirla. C’è chi la accoglie ma è più preso dal mondo e dalle preoccupazioni. Qual è allora quel cuore semplice che la ascolta, la mette in pratica e dà frutto? Forse è un cuore che ha tolto i sassi dell’orgoglio da sé, i rovi del superfluo, è chi lavora costantemente il proprio cuore lasciandolo pulito e allo stesso tempo aperto, lasciando far breccia nel proprio intimo solo quel bene grande: Dio. Forse, chi riesce a custodire la parola di Dio e a farla fruttare con costanza è chi ha riconosciuto che Dio è quanto di più importante esista.

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Non perché sia un alienato o un fanatico: semplicemente perché ha capito che Dio è l’essenza del bene, dell’amore e della felicità. Una “persona”, Dio, che esiste davvero, che è esistita davvero in Gesù, fatta di tutto questo. Questa fede grande fa sì che questo bene grande della Sua parola, possa entrare nel cuore e lasciare il suo segno.

Ascoltare la parola di Gesù è quindi far entrare l’amore di Dio nel nostro cuore, facendo produrre frutti di salvezza per l’eternità.