Migranti, nuovo piano Ue: “Alleggeriremo il peso sui Paesi di primo ingresso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:08

Migranti, presentato il nuovo piano dell’Ue: obbligatori ricollocamenti e rimpatri, alle frontiere procedure più veloci. “Alleggeriremo il peso sui Paesi di primo ingresso con un meccanismo di solidarietà”.

piano ue migranti
presentato il piano Ue sull’emergenza migranti – foto di archivio

Presentato dalla Commissione Ue il “Patto per asilo e migrazione”, documento atto a riscrivere le regole sull’emergenza profughi. Con questo nuovo “meccanismo di solidarietà”, spiega Bruxelles, per i migranti salvati in mare scatterà in automatico un sistema di ricollocamenti e rimpatri che permetterà di alleggerire di molto la responsabilità dei Paesi di primo ingresso. “Tutti gli Stati saranno obbligati a essere solidali con i Paesi sotto pressione”, ha infatti spiegato la commissaria agli Affari interni Ylva Johansson.

“Ciò che proponiamo oggi costruirà una politica migratoria a lungo termine che possa tradurre i valori europei in una gestione pratica. Ciò significherà procedure di frontiera più veloci in modo che le persone non debbano aspettare nel limbo. Significa una cooperazione rafforzata con i paesi terzi per rimpatri rapidi, percorsi più legali e azioni decise per combattere i trafficanti di esseri umani. Fondamentalmente protegge il diritto di chiedere asilo”, ha poi sottolineato la commissaria.

Mentre per la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen si tratta di un “patto per ricostruire la fiducia dei cittadini“. “Oggi proponiamo una soluzione europea per ricostruire la fiducia tra Stati membri e per ripristinare la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di gestire come Unione. L’Ue ha già dato prova in altri settori della sua capacità di fare passi straordinari per conciliare prospettive divergenti. Ora è tempo di alzare la sfida per gestire la migrazione in modo congiunto, col giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità“, ha spiegato (e ribadito poi su Twitter) la presidente in sede di intervento.

Un meccanismo di aiuti per i Paesi sotto pressione

Secondo quanto proposto dal Piano avanzato sul tavolo a Bruxelles, se un Paese Ue ritiene di essere sotto pressione (e, spiega il documento, “questo può significare sia che i flussi sono troppo forti per essere gestiti, oppure che c’è una combinazione di fattori, come ad esempio un terremoto, o la pandemia”) il governo può chiedere l’attivazione del “meccanismo di solidarietà obbligatoria”. “Sarà poi la Commissione europea a valutare la sua entrata in funzione”, spiega infatti la commissaria Ylva Johansson.

Il nuovo patto nasce infatti con lo scopo di intervenire sulle regole attuali per alleggerire il peso sui Paesi di primo ingresso, che si ritrovano a dover affrontare l’emergenza migranti sostanzialmente da soli. Perché in effetti, il regolamento di Dublino pone al momento tutta la responsabilità per il migrante entrato illegalmente nell’Ue sul Paese di arrivo, e presenta tra l’altro delle “scappatoie che permettono ai migranti di fuggire e andare a chiedere asilo nello Stato di sua scelta”. Punta allora proprio all’introduzione di modifiche che permettano una “distribuzione più giusta delle responsabilità”, il nuovo patto presentato dalla Commissione.


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La commissaria Johansson, intervenendo a presentazione della proposta, ha dunque portato alla luce alcuni esempi. “Se il migrante ha già un parente nell’Ue, il Paese in cui risiede il congiunto sarà responsabile anche per il nuovo arrivato. Se il migrante in precedenza ha lavorato o studiato in uno Stato diverso dal primo ingresso, quel Paese sarà responsabile“, è stato infatti evidenziato in sede di intervento.