Omicidio Bitetto: trovata l’arma del delitto, il coltello nascosto su un tetto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:14

L’arma del delitto, un coltello, con una lama lunga oltre 20 centimetri, è stato ritrovato dai carabinieri a poca distanza dall’abitazione del 26enne arrestato. Recuperata anche la maglietta presumibilmente indossata dal giovane

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Trovata l’arma del delitto avvenuto lo scorso 12 settembre a Bitetto, Bari. Il coltello con cui un pregiudicato 26enne, reo confesso, ha ucciso il nuovo compagno della sua ex moglie 22enne, e ferito la donna e il padre della vittima davanti al figlio di 4 anni. L’omicidio è avvenuto alle 3 del mattino, di fronte all’androne di casa di Nicola Brescia, la vittima. Le ricerche dei carabinieri, per i vicoli della cittadina barese, erano partite immediatamente. La sera successiva era stata rinvenuta, sul percolato di un’abitazione vicina a quella dell’omicida, la maglietta che presumibilmente era stata indossata dall’omicida al momento del delitto. Ed è proprio su un altro percolato che è stato rinvenuto il coltello, un’arma di 30 centimetri, con lama da 20, ancora sporco di sangue. Maglietta e coltello sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad accertamenti tecnici per rinvenire eventuali impronte digitali e analizzare le tracce ematiche.

Le dichiarazioni dell’omicida, le indagini in corso

Il colpevole arrestato dopo il fatto, aveva dichiarato di essere andato disarmato a casa della vittima, dove sapeva avrebbe trovato la ex moglie, e che era la vittima a impugnare l’arma che lui poi avrebbe raccolto e commesso l’omicidio e il duplice tentato omicidio. A chiarire questo dettaglio sarà la ricerca delle impronte digitali. Le due persone ferite, hanno invece dichiarato al contrario, che il coltello fosse in realtà in possesso dell’aggressore.

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I fatti dopo il delitto

L’omicida, dopo il delitto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe tornato a casa e si sarebbe cambiato la maglietta, per poi disfarsi di indumenti e arma, lanciandoli sui tetti vicini. Il 26enne in carcere ha ribadito dinanzi al gip, nell’udienza di convalida dell’arresto, la sua ricostruzione della vicenda e si trova tuttora detenuto nella casa circondariale di Bari. I due figli della coppia, dell’omicida e della ex moglie ferita, di 4 e 7 anni, sono stati affidati ai genitori materni. Il più piccolo avrebbe assistito al delitto e subito dopo allontanato da alcuni vicini di casa. Le indagini sono coordinate dalla pm di Bari Savina Toscani che ha disposto anche verifiche sui tabulati telefonici.