Trasporto pubblico, M5s contro la ministra De Micheli: “Ha lavorato poco”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:04

La maggioranza è nel caos dopo la firma del Dpcm, ora il capro espiatorio è la ministra dei Trasporti Paola De Micheli.

Trasporto pubblico, M5s contro la ministra De Micheli: "Ha lavorato poco"
La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e la giornalista Ilaria D’Amico durante la trasmissione diMartedì, su La7.

Il Movimento 5 stelle attacca la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli: sarebbe sua la colpa della seconda ondata di contagi da coronavirus che si sta diffondendo in Italia. L’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha scatenato il caos nel Paese. I titolari delle attività maggiormente penalizzate dal provvedimento sono scese in piazza da nord a sud, le città sono ridotte a ferro e fuoco, e la maggioranza di Governo non sa più su chi scaricare la responsabilità. Ormai è tutti contro tutti.

Caos all’interno della maggioranza

Se da una parte il partito di Matteo Renzi – Italia viva – critica duramente le misure restrittive, chiedendo all’esecutivo di modificarle, dall’altra De Micheli è finita al centro del mirino a causa degli assembramenti che si formano ogni giorno nelle stazioni e sui mezzi di trasporto pubblici. Ma non mancano malumori anche sul ministro della Salute Roberto Speranza, per non aver controllato che le Regioni attivassero le 1.600 nuove terapie intensive mancanti, e il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, per non aver pensato agli “ultimi” del mondo del teatro. La maggioranza è nel pieno di una bufera, proprio quando il Paese è minacciato dalla paura di un nuovo lockdown generalizzato.

La nota dei grillini

A dichiarare pubblicamente il malcontento nei confronti della ministra De Micheli sono  i senatori grillini della commissione Lavori Pubblici e Trasporti. “Purtroppo – hanno scritto in una nota – ci tocca constatare che il nostro paese è costretto a nuove restrizioni anche per via di alcuni settori dove si è lavorato poco. La ministra De Micheli da giorni minimizza, ma quello del trasporto pubblico rimane un problema da affrontare”.

E hanno aggiunto ancora: “Parla di studi legati alla sicurezza del Trasporto pubblico locale in modo poco chiaro, ma la verità è che su pensiline strapiene o carrozze di treni con centinaia di persone senza finestrini la sicurezza non può essere garantita. La questione è cruciale. Regioni e città si muovono ognuna in maniera diversa, i controlli sono pressoché inesistenti ovunque e le circostanze di assembramento persistono. Anche stamane, sono decine e decine le segnalazioni di caos arrivateci durante l’ora di punta”.

Trasporto pubblico, M5s contro la ministra De Micheli: "Ha lavorato poco"
La ministra della Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli durante la trasmissione diMartedì, su La7. Credit: Video La7

La risposta di De Micheli

Dopo diverse settimane di silenzio, durante le quali raramente ha rilasciato dichiarazioni in proposito, la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti si è difesa ieri sera – martedì 27 ottobre – nella trasmissione dìMartedì, su La7. “Non si possono chiudere i trasporti perché le persone che prendono il trasporto pubblico locale hanno esigenza di muoversi. È un’esigenza primaria. Noi abbiamo mitigato il rischio, applicando misure di sicurezza e dove possibile tecnologie per la misurazione e lo scaglionamento degli orari per alleggerire i picchi”, ha annunciato con decisione.

Le parole della ministra sulle chiusure del Dpcm

La ministra ha poi fatto riferimento alle misure restrittive contenute nell’ultimo Dpcm firmato dal premier, sottolineando l’impegno rispettato dal Governo di fornire indennizzi immediati ai titolari delle attività. “La chiusura dei ristoranti e la didattica a distanza non hanno niente di punitivo. Non vorrei che passasse il messaggio sbagliatissimo che le attività chiuse vanno in punizione, non esiste questa roba, anche perché abbiamo messo 5 miliardi per un mese di Dpcm. Quelle attività hanno una caratteristica particolare che è quella di agevolare un assembramento informale che ti fa abbassare le difese”, ha spiegato al conduttore Giovanni Floris.

Le proposte del Ministero

Infine De Micheli ha rispolverato una soluzione utilizzata all’inizio dell’estate: scaglionare gli ingressi sui mezzi in base agli orari. “Io capisco la preoccupazione. Noi abbiamo studiato, riteniamo che questo protegga le persone. Ma nonostante questo, io la capisco la preoccupazione. Sono una mamma e una zia. Ho mia nipote che va a scuola con il pullman al liceo tutte le mattine. Allora cosa facciamo? Per evitare anche quell’80 per cento autorizzato (di capienza dei mezzi pubblici, ndr), dobbiamo cambiare gli orari della città. Lo abbiamo detto a maggio, ed è stato fatto sulla riapertura di maggio fino alla fine di luglio. Poi, anche sui luoghi di lavoro, è stata abbandonata questa cosa degli orari, che invece è fondamentale in Italia come in Europa”. Al Ministero delle Infristrutture e dei Trasporti non è venuta nessun’altra idea per evitare la diffusione del contagio.

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