Sgarbi e l’ironia sul virus: in 8 senza mascherina. Con lui anche il bugiardo dell’Avigan?

Il sindaco di Sutri, nonchè senatore della Repubblica Vittorio Sgarbi non sembra intenzionato a seguire disposizioni dell’ultimo Dpcm.

“Nell’autoproclamata Repubblica del Sutristan, i Dpcm di Conte non hanno alcuna efficacia. Per questo al ristorante “Da Giuseppi” (inaugurato proprio oggi) si cena ben oltre la mezzanotte…”: è il messaggio ironico con cui su Facebook Sgarbi ha accompagnato una foto che lo ritrae a cena, insieme ad altre sette persone. Tutti senza mascherina, brindando spensierati, mostrando anche “esteticamente” di non aver paura di ammalarsi. Un atteggiamento coerente, da parte del vulcanico sindaco Sgarbi: ha più volte annunciato che nel “suo” comune le regole di contenimento della pandemia sarebbero state diverse che nel resto del paese. Solo due giorni fa, ad esempio, Sgarbi aveva annunciato che a Sutri, il comune ella Tuscia laziale di cui è sindaco dal giugno del 2018, i ristoranti sarebbero rimasti aperti alle 22. L’ultima di una serie di dichiarazioni in chiaro disaccordo con le scelte e l’atteggiamento del governo nei confronti della pandemia che sta martoriando il mondo ormai da nove mesi.

Che poi, per carità, essere in disaccordo con le scelte di Conte e dei suoi ministri è legittimo. Sono sempre di più i dubbi sulla bontà delle scelte che, dalla fine del lockdown ad oggi, hanno portato il paese di nuovo ad avere bisogno di una nuova, sempre più probabile, chiusura totale. E quindi ben vengano le critiche alla mancata realizzazione dei posti in terapia intensiva, della non gestione – allucinante – dei trasporti pubblici, della poco lucida organizzazione del ritorno a scuola: tutte scelte sbagliate che hanno portato alla situazione attuale. Ma fare ironia in questo modo non è politicamente utile a sottolineare delle mancanze. E’ piuttosto un atteggiamento irrispettoso per chi ha perso parenti e cari uccisi dal virus, o combatte in terapia intensiva tra la vita e la morte. Un approccio che appare del tutto negazionista, e anche della peggiore specie. Una modalità che appare fuori luogo nel giorno in cui i numeri raccontano di un aumento ulteriore di contagi e sopratutto di morti: oltre 200, come a maggio e sopratutto come ai primi di marzo, all’inizio di una delle più grandi tragedie della storia del nostro paese. L’impressione che Vittorio Sgarbi abbia fatto un passo falso è rafforzata anche da un particolare che è sfuggito finora alla maggior parte dei commenti. Alla tavolata di Sgarbi, tra i commensali, sembrerebbe proprio esserci un personaggio molto particolare: il ragazzo con la barba che appare in primo piano, sulla destra, girato verso il fotografo sembra proprio essere Cristiano Aresu. Chi è? Si tratta del 42enne romano che a fine marzo divenne famoso grazie ad un video – divenuto virale – in cui mostrava una piazza di Tokyo in apparenza normale (niente mascherine, persone che passeggiavano in tranquillità), sostenendo che grazie all’Avigan, un farmaco antivirale, il coronavirus fosse sotto controllo in Giappone, e che in Italia non venisse diffusa la notizia per qualche oscuro motivo. Anche grazie al nostro giornale emersero alcuni aspetti poco chiari della sua storia: secondo alcune fonti si presentava come farmacista, precedentemente come medico chirurgo ma che in realtà non è poi risultato iscritto a nessun ordine professionale. Per quel che riguarda il farmaco Avigan, poi, emersero una serie di gravi effetti collaterali e comunque non è stata ancora accertata la sua efficacia contro il coronavirus ed il Covid 19. Il farmaco non era comunque autorizzato dall’Agenzia del farmaco italiana, che ha anche provato a sperimentarlo. Aresu, dopo la visibilità forse inattesa regalata dal video sull’Avigan ha provato a dedicarsi alla politica, fondando il movimento “Dignità Popolare” e partecipando ad alcune manifestazioni sovraniste e negazioniste. Ed allora la domanda che ci viene da fare è: se davvero quel ragazzo è Aresu (ma sembra veramente lui) che cosa ci faceva a tavola dell’onorevole Sgarbi?