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Cronaca

Coronavirus: la Svizzera va contro corrente e apre gli impianti sciistici

Numeri chiusi sugli impianti e con mascherine: ma il Consiglio Federale non ha voluto rinunciare al turismo, che copre circa il 3% del Pil. Da sabato 10 le località saranno già operative. L’inviato dell’Oms Navarro commenta: “Troppo blande” le misure adottate nel Paese.

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In Svizzera, unico Paese dell’arco alpino, sarà possibile sciare anche con il covid.  E neve permettendo. Anche a Verbier dove a marzo 2020 esplosero diversi focolai, tanto che i medici di base chiesero di isolare la località, senza ricevere ascolto. Un po’ la replica di quanto capitato a Ischgl, nel Tirolo austriaco. Anche se ad oggi per la località bisognerà attendere il 6 dicembre, quando terminerà il lockdown, deciso dal governo di Sebastian Kurz. Tornando alla Svizzera però, oltre a Verbier, sono attualmente 10 le località in cui è possibile sbizzarrirsi sulle piste. Tra queste Crans Montana, Andermatt, Davos e Zermatt, a 9 km di distanza in linea d’aria da Cervinia.


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Insomma, se in Italia la possibilità di trascorrere il Natale sui campi da sci sembra ormai lontana, in Svizzera c’è oggi quasi la certezza di poterlo fare. Tutto ciò nonostante l’inviato dell’Oms David Navarro non abbia dato la propria benedizione, commentando la decisione ” molto grave”.


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Difficilmente gli italiani saranno i benvenuti sulle piste svizzere: anche chi possiede una seconda casa nella zona non potrà recarsi in Svizzera a sciare. Inoltre a marzo, in Engadina il responsabile della pandemia venne ritenuto un italiano: dunque il livello di attenzione è massimo. Si attendono, per contro, tedeschi e olandesi, almeno per Natale, visto che in estate sono stati tra i pochi stranieri a recarsi nel Paese.

Il Consiglio Federale, l’esecutivo collegiale svizzero, sin dall’inizio della pandemia, è sembrato in realtà troppo interessato alle ragioni dell’economia per sacrificare comparti strategici quali il turismo, che vale intorno al 3% del Pil. Sembra forse che l’economia superi di gran lunga la salute. Proprio per questo, altre stazioni invernali apriranno presto agli sciatori. Sabato prossimo sarà la volta di Bosco Gurin, località Walser al confine con la Val Formazza.  “Il nostro problema  è quello dell’affollamento. Vorremmo evitare una corsa di gente ammassata come si è verificato alla riapertura dalle piste di Zermatt. Sin dal posteggio gli sciatori dovranno indossare la mascherina e il nostro personale farà rispettare il distanziamento sociale. Inoltre, nei ristoranti, sono previsti tavoli per massimo 4 persone”, spiega a Repubblica Giovanni Frapolli, titolare degli impianti. In località come Andermatt, è stato introdotto il numero chiuso, con non più di mille sciatori al giorno, tenuti a prenotare online. Adesso è tutto da vedere: le restrizioni basteranno per impedire una terza ondata o nuovi focolai?