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“Stiamo spendendo male i fondi”, dice Cottarelli. Ecco cosa significa

L’economista Carlo Cottarelli commenta, in un intervento su La Repubblica, il rapporto Demos 2020 sul rapporto fragli italiani e lo Stato.

"Stiamo spendendo male i fondi", dice Cottarelli. Ecco cosa significa - www.meteoweek.com
Carlo Cottarelli, economista. Credit: Archivio Meteoweek

Gli italiani aumentano la fiducia nello Stato, ma continuare a fare deficit è “rischioso”. Questo l’avvertimento dell’economista Carlo Cottarelli, pubblicato come intervento su La Repubblica. Nel testo Cottarelli commenta la ricerca Demos 2020 sul Rapporto fra gli italiani e lo Stato, e la definisce “molto interessante”. Questo perché l’analisi fa emergere che il “grado di fiducia nello Stato è aumentato dal 22 per cento del 2019 al 33 per cento nel 2020”. Una crescita di 11 punti percentuali.

Il paragone con il 2009

Secondo l’economista il dato è rilevante perché somiglia a quanto avvenuto con l’ultima crisi economica vissuta dall’Italia: quella iniziata nel 2008 negli Stati Uniti e diffusasi rapidamente nel resto dell’Occidente. “Il picco precedente nel grado di popolarità dello
Stato – ha spiegato Cottarelli – risale al 2009. E ha sottolineato: “È un caso che dall’anno dopo siano iniziate le politiche di contenimento dei deficit pubblici? Anche se non si è trattato in ogni anno di austerità, dal 2010 le ‘manovre’ sono sempre state caratterizzate da un’attenzione al deficit”.

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Rapporto Demos 2020. Credit: demos.it

Il deficit pubblico e lo “stato mamma”

Dal paragone con il 2009, Cottarelli è arrivato ad analizzare la situazione attuale del Paese. “Il deficit pubblico – ha raccontato l’economista – quest’anno raggiunge l’11 per cento del Pil, circa 180 miliardi, contro i 30 del 2019. Probabilmente il rapporto tra deficit e Pil è ora il più alto dalla Seconda guerra mondiale“. Ma finché si fa debito pubblico per fornire indennizzi ai cittadini, la popolazione è contenta. “Quindi gli italiani – ha infatti aggiunto Cottarelli – tornano ad apprezzare uno stato mamma. Ma una mamma che ti fa ristrutturare la casa gratis, che ti compra la bicicletta, che ti dà il cashback per le spese di Natale, che contribuisce al costo delle tue vacanze, che ti assume, che ti taglia i contributi sociali (al Sud) e che ti aiuta a cambiare i rubinetti”.

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I debiti e le future generazioni

Ma qual è il problema delle spese che stiamo facendo in questi mesi? Perché potrebbero rivelarsi un’arma a doppio taglio? Lo ha illustrato molto chiaramente Cottarelli nel suo intervento. “Qualcuno – ha scritto – potrebbe obiettare che tutto questo viene
pagato a debito, cadendo sulle generazioni future. Ma all’italiano medio è mai importato molto del debito pubblico? E poi questo debito costa poco. E che male c’è allora se lo Stato ci sussidia? Niente di male, nell’immediato”. Ma in futuro il rischio potrebbe essere che l’inflazione cresca e renda insostenibili i tassi d’interesse da ripagare sui debiti fatti.

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Il margine di rischio

Al momento il governo si sente protetto, perché “molti tra i maggiori macroeconomisti mondiali pensano che i tassi di interesse resteranno bassi per decenni e che quindi il debito resterà sostenibile”, ha specificato ancora Cottarelli, ma il margine di rischio non è irrilevante. Se, per qualche motivo, l’inflazione aumentasse e le banche centrali fossero indotte ad aumentare i tassi di interesse il castello di carta del debito potrebbe crollare”. La sicurezza di oggi fa dimenticare che “nel breve periodo anche il debito ‘cattivo’ spinge l’economia”, ha sentenziato l’economista. E ha concluso: “Il rischio è quindi che non
si capisca per un po’ che stiamo spendendo male”.