Ostia, ritrovato cadavere tra gli scogli all’Idroscalo: forse è di una 16enne

Giallo a Ostia: ritrovato il cadavere di una ragazza incastrato tra gli scogli. Sul posto anche la Scientifica. Da una prima analisi potrebbe trattarsi di una 16enne, ma si attende l’autopsia

Giallo all’Idroscalo di Ostia a seguito del ritrovamento del cadavere di una donna tra gli scogli. Il corpo, completamente nudo e in avanzato stato di decomposizione, era incastrato tra i massi vicino all’imboccatura del porto. Da una prima analisi, sembrerebbe il corpo di una ragazza minorenne, di circa 16 anni. Lo riporta Il Messaggero.

A scoprirlo, ieri dopo le 12.30, è stato un residente della zona mentre cercava di recuperare alcuni pezzi di legno e tronchi trasportati dalle mareggiate a inizio dicembre. L’uomo ha subito chiamato la Guardia costiera che, insieme agli agenti del X Distretto Lido, delle volanti e della Scientifica, ha delimitato e chiuso l’area per recuperare il corpo.

Corpo trascinato dalla mareggiata

Secondo una prima sommaria ricostruzione, il cadavere sarebbe stato trascinato dalla corrente verso il porto nei tre giorni (5, 6 e 7 dicembre) di forti mareggiate che hanno colpito Ostia. Comunque, è ancora presto per poter stabilire con certezza sia l’esatta dinamica dei fatti sia da dove provenga il corpo e, soprattutto, se la donna fosse già morta prima di finire in acqua.

Le ipotesi sono tante: dal gesto estremo alla caduta accidentale in mare, fino all’omicidio con conseguente occultamento del cadavere. Su questi punti si stanno ora concentrando le analisi del medico legale e della Polizia Scientifica, anche se il lavoro è pesantemente condizionato dalla lunga permanenza in mare. Solo l’autopsia potrà delineare dei contorni più chiari attorno alla vicenda.

Un’altra delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è che il corpo possa provenire dal Tevere, non distante dal luogo del ritrovamento. Intanto, gli agenti stanno passando al setaccio tutte le denunce e segnalazioni di scomparsa registrate a Roma e in provincia in queste ultime settimane.

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Dubbi sul riconoscimento

Difficile, dunque, il riconoscimento della vittima. Fino a ieri, infatti, non sono stati ritrovati né i vestiti della donna né elementi utili sul corpo. Come detto, da una prima analisi i resti sarebbero compatibili con quelli di una minorenne, all’incirca di 16 anni.

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Nel caso in cui la pelle fosse troppo rovinata dall’acqua salata, potrebbe risultare complicato perfino il rilievo delle impronte digitali. Stesso discorso per il Dna, che – proprio come le impronte – rischierebbe di essere inutile nel caso in cui la persona corrispondente non fosse registrata o foto-segnalata nella banca dati del Viminale e delle forze dell’ordine.