Isopensione o contratto di espansione? Ecco quale conviene nel 2021

Dieci domande e risposte sugli «scivoli» finanziati dalle aziende e agevolati dalla legge di Bilancio. Pro e contro dell’isopensione Fornero e del contratto di espansione, quale conviene?

pensione 2021
Pro e contro dei due «scivoli» finanziati dalla legge di Bilancio

Isopensione o contratto di espansione: quale conviene di più? Ecco i dieci punti che, secondo Il Sole 24 Ore, possono aiutare i lavoratori a scegliere uno dei due «scivoli» pensionistici finanziati dall’azienda e agevolati dalle previsioni della Manovra 2021.

L’isopensione

Quanti anni si «guadagnano» con l’isopensione? La durata massima dell’isopensione, introdotta con la legge Fornero del 2012, è stata estesa da quattro a sette anni, prorogando quanto previsto dalla legge di Bilancio 2018. Questa possibilità riguarda chi risolverà il rapporto fino al 30 novembre del 2023.

L’isopensione vale per tutte le aziende? No. L’isopensione è infatti una forma di accompagnamento alla pensione di vecchiaia o anticipata, interamente a carico delle aziende con più di 15 dipendenti.

Durante l’isopensione vengono versati i contributi previdenziali? Sì. Nell’accompagnamento alla pensione l’azienda verserà la contribuzione correlata, calcolata sulla retribuzione media degli ultimi 48 mesi. I lavoratori riceveranno dunque sia la quota di pensione accantonata, con metodo retributivo misto o contributivo, sia il versamento dei contributi mancanti per raggiungere quella spettante una volta maturati i requisiti.

Con l’isopensione si può fare domanda per Quota 100 o Opzione donna? No. Una volta maturati i requisiti pensionistici certificati dall’Inps, l’isopensione si interrompe. A quel punto spetta al dipendente richiedere la pensione vera e propria che sarà sicuramente di importo maggiore dell’isopensione.

Chi beneficia dell’isopensione può lavorare? Sì. Il dipendente che la percepisce potrà liberamente dedicarsi a qualsiasi attività lavorativa senza alcun limite di cumulabilità reddituale, a differenza di altre misure.

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Il contratto di espansione

Come funziona il nuovo contratto di espansione? La durata – sperimentale – del contratto di espansione è stata prorogata fino alla fine dell’anno in corso. L’opzione riguarda le imprese con almeno 250 dipendenti, riunite anche in gruppo. È uno strumento che prevede sia l’impegno da parte dell’impresa all’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato sia una riduzione oraria molto simile alla Cigs per al massimo 18 mesi. Il personale deve inoltre essere coinvolto in corsi di formazione professionale certificata. Se iniziato nel 2021, gli effetti di questo istituto si prolungheranno anche nel 2022.

A chi può essere indicato il contratto di espansione? Un requisito fondamentale è che i dipendenti maturino entro cinque anni il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata. Con questa opzione i datori di lavoro beneficiano di una riduzione dei costi a proprio carico grazie a un bonus quantificato sull’indennità di disoccupazione che sarebbe spettata ai lavoratori in base all’anzianità lavorativa. Lo scivolo di cinque anni diretto alla pensione anticipata o di vecchiaia include i mesi mancanti alla decorrenza della pensione.

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Per il datore di lavoro quale delle due opzioni costa di più? L’isopensione è più costosa. Durante il prepensionamento del contratto di espansione i datori di lavoro devono, infatti, pagare agli ex dipendenti il valore della pensione maturata al momento dell’esodo, senza versare alcun contributo ai fini pensionistici per i dipendenti diretti alla pensione di vecchiaia. L’isopensione, invece, prevede per le aziende l’obbligo della contribuzione correlata anche nell’accompagnamento alla pensione di vecchiaia.

Ci sono altri vantaggi con il nuovo contratto di espansione? Sì. Esiste un ulteriore bonus a favore valido però solo per le aziende (anche in gruppo) con un organico superiore a mille lavoratori. Nel caso in cui le aziende si impegnino a osservare un piano di riorganizzazione che preveda almeno un’assunzione ogni tre lavoratori esodati, sarà riconosciuta all’impresa un’ulteriore riduzione dei costi aziendali per un valore pari a 12 mesi parametrati all’ultima di Naspi. Più un ulteriore sconto nel caso di accompagnamento alla pensione anticipata.

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E se le regole pensionistiche cambiano «a partita in corso», cosa succede? I lavoratori con il contratto di espansione godono di una clausola di salvaguardia che li protegge da qualsiasi futura modifica normativa in ambito previdenziale. Clausola invece assente nell’isopensione, dove le tutele a favore dei lavoratori derivano dagli accordi sindacali.