Coronavirus, Aifa: “Ancora pochi vaccini, evitare assembramenti e usare mascherina”

Coronavirus, l’Italia torna gialla ma Giorgio Palù (presidente dell’Aifa) avverte: “Serve attenzione, indossare la mascherina ed evitare assembramenti. Non abbiamo ancora vaccini a sufficienza”.

il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù - coronavirus aifa
il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù – meteoweek.com

“Se cala l’attenzione permettiamo alla circolazione del virus di crescere, vanno evitati gli assembramenti e serve indossare sempre la mascherina. Anche perché non abbiamo ancora vaccini a sufficienza e non siamo pronti ancora con le terapie con gli anticorpi monoclonali”. A rimarcare l’importanza di non abbassare la guardia è stato il presidente dell’Aifa, Giorgio Palù. Intervistato come ospite di “Che giorno è“, su Rai Radio1, ha commentato gli ultimi sviluppi che hanno visto i centri delle città presi d’assalto nel weekend, dopo l’annuncio di un Italia più in giallo.

“Insisterò con Speranza sugli anticorpi monoclonali”

Sempre contestualmente al suo intervento su Rai Radio1, il presidente dell’Aifa ha fatto un po’ più di luce in merito alla situazione relativa all’uso degli anticorpi monoclonali, già sfruttati in terapia da alcuni Paesi per combattere la pandemia. Secondo quanto spiegato da Paù a “Che giorno è“, infatti, non vi sarebbe alcun tipo di controindicazione in merito al loro utilizzo, e anzi, se il ministro Speranza dovesse accogliere la proposta dell’agenzia la campagna potrebbe partire in tempi molto brevi.

“Mi sono battuto prima come virologo e poi come presidente dell’Aifa per gli anticorpi monoclonali, ho sottoposto al ministro l’utilizzo degli anticorpi già utilizzati in altri Paesi e che c’è la possibilità di un decreto d’urgenza, che ha sfruttato anche la Germania, in deroga alla validazione dell’Ema. La legge lo prevede, gli anticorpi monoclonali sono salvavita e somministrati nella fase precoce riducono del 70% i ricoveri ospedalieri e anche nei soggetti fragili riducono la mortalità. Insisterò con il ministro perché si arrivi ad usare i monoclonali, non c’è nessuna controindicazione. Se il ministro accoglie la proposta si potrebbe partire subito”, ha infatti sottolineato Palù.

“Vaccino di Reithera non prima di settembre”

Del resto, è forte la preoccupazione relativa al ritardo di consegna dei vaccini da parte delle case farmaceutiche. E se da un lato si punta ad intraprendere vie legali, dall’altro si spera che in futuro le dosi del farmaco made in Italy potranno essere utilizzate per tamponare la mancanza. “Sarà possibile somministrare alcuni milioni di dosi del vaccino italiano, ma non prima di settembre“, aveva infatti spiegato Palù a “Buongiorno“, su Sky Tg24.

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Le fiale del vaccino di Reithera, infatti, “potrebbero integrare la disponibilità di oltre 200 milioni di dosi che era stata messa in preventivo d’acquisto ma che sta ritardando”. Si tratta, inoltre, di “un’ottima iniziativa non solo per l’Italia ma anche per molti nostri giovani che possono dedicarsi alla ricerca e trovare anche uno sbocco occupazionale”.

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Reithera, evidenziava il presidente dell’Aifa, “nasce su una piattaforma tecnologica ideata in Italia”, “la stessa piattaforma che utilizza AstraZeneca”. I test sono ancora in fase di attuazione, per questo motivo il vaccino made in Italy “non sarà utile in questa fase critica, ma sicuramente più avanti“. “Inoltre, avremo un’impresa italiana in grado di darci in futuro altri contributi. È importante che noi abbiamo un sistema per produrre e svolgere ricerca in casa per affrontare altre emergenze oltre a questa”, aveva già sottolineato Palù.