Grillo blocca la votazione su Rousseau. Grillini in tilt e furia alle stelle

Continua il dissidio tra le forze interne del Movimento 5 Stelle. I grillini sempre più vicini ad una spaccatura tra ala Grillo e ala Di Battista. L’ex comico insiste a convincere i suoi per il sì pronto per una scissione con il versante Di Battista.

grillo

Oggi e domani il Movimento avrebbe dovuto votare per il sostegno a Draghi sulla piattaforma Rousseau. Decisione discussa da molti e temuta da i sostenitori del sì, a quanto pare però rimandata dallo stesso Grillo. Ieri sera infatti Beppe Grillo comunica che oggi non vi sarà nessuna votazione. La motivazione è che sarebbe affrettato votare sui temi discussi ieri con Mario Draghi poichè il presidente incaricato “non ha ancora le idee chiare”. Evidentemente le idee chiare non ce l’hanno i grillini che affidandosi alla piattaforma Rousseau rischiano di far vincere il no, soluzione a quanto pare inaccettabile da parte della fazione decisa a far parte di questo governo nascente. Il blocco della votazione si rivela un’escamotage per prendere tempo.

L’annuncio avviene attraverso un video postato da Grillo su Facebook ieri sera, raccontando a suo modo l’incontro con l’ex presidente della Bce. Secondo Grillo, questi gli avrebbe dato “ragione su tutto, ma domani votare su queste robe no, aspettiamo un attimo. Aspettiamo lui che abbia le idee chiare, perchè lui dirà cosa vuol fare”. Se non ci sarà nessuna votazione sulla piattaforma in questi giorni, cosa deciderà il M5S?

Le parole di Beppe Grillo vanno in contraddizione sulla dichiarazione di Vito Crimi. Questi ha spiegato che hanno “ascoltato dal premier incaricato le idee base, le riforme e gli ambiti entro i quali intende esercitare le azioni di governo.” Cosa che fa pensare che Mario Draghi abbia le idee abbastanza chiare su come gestire questa crisi e condurre questo governo. Il professor Draghi ha infatti già delineato le linee principali che caratterizzeranno la sua attività di governo. In prima linea vi è il programma di vaccinazione anti Covid, segue il lavoro, parallela emergenza a quella sanitaria. Gli investimenti verteranno su infrastrutture e turismo e un’altra priorità rimane la scuola. Le riforme principali vi sarà: fisco, giustizia e pubblica amministrazione.

Voto rimandato, la furia alle stelle. I “ribelli” pronti alla scissione da Grillo

Ma perchè Grillo ha così paura di affidarsi all’intelligenza collettiva? I numeri dei “ribelli” non sono così pochi quanti vorrebbe. All’inizio i “no-Drughi” erano circa 50, ora sembrano essere diminuiti i numeri ma comunque restano preoccupanti per una maggioranza, soprattutto in Senato. Gli indecisi sono circa una trentina e la spaccatura degli ultimi giorni non sta facilitando le cose. Inoltre, l’intervento di ieri sera di Beppe Grillo tira accuse e critiche da parte di altri partiti. Primo fra tutti la Lega di Salvini, poichè Grillo ha esplicitamente detto di aver posto come condizione a Mario Draghi di non tenere in considerazione la Lega nel suo governo. “Non ci deve stare la Lega perchè di ambiente non ha mai capito una mazza” riferendosi alla sua proposta al presidente incaricato di formare un ministero della Transizione ambientale. Salvini definisce incredibile l’atteggiamento dei 5Stelle e soprattutto del suo fondatore.

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“Vorrebbero imporre al professor Draghi un governo senza la Lega” risponde Salvini confermando il loro atteggiamento opposto. “Noi confermiamo il nostro atteggiamento costruttivo, responsabile, positivo” poichè è quello che serve all’Italia ora. Certamente all’Italia e alla crisi che sta vivendo non serve perdere ancora altro tempo e aspettare che Beppe Grillo riesca a far entrare tutti i suoi grillini alle loro condizioni per accontentare il suo partito. Con il blocco della votazione e le sue insensate motivazioni il Movimento 5 Stelle sbandiera il suo caos e sembra essere in tilt, non sapendo come gestire la situazione Grillo prende tempo.

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La scissione è molto vicina i governisti di Grillo, Conte e Di Maio si scinderanno da Casaleggio e Di Battista. Se vincerà il sì a Draghi i “ribelli” lasceranno il movimento pentastellato se vincerà il no sarà un colpo ancora più duro difficile da prevedere. La situazione è fuori controllo e imbarazzante, con Beppe Grillo che inatteso piomba a Roma e si presenta al cospetto di Draghi e l’imbarazzante scelta di non assumersi la responsabilità di una decisione così importante. Nascondersi dietro la comicità e la politica della partecipazione collettiva non servirà a molto dato che gli stessi elettori sono infuriati con il Movimento che rischia di perdere credibilità e fiducia in un momento del genere.