Stop agli sfratti solo se non si paga da inizio pandemia

Sfratti, emendamento di M5S, Pd, Iv, Lega e Fi alla Camera. Blocco prolungato se si è morosi da inizio marzo 2020. Nuove regole anche i negozi

Stop agli sfratti solo se non si paga da inizio pandemia

Il decreto Milleproroghe arriva alla prova della Camera per essere discusso dalla nuova maggioranza a sostegno del governo Draghi. L’obiettivo è trovare un compromesso tra le varie forze politiche. L’intesa, ad esempio, è già stata trovata sul tema degli sfratti con un emendamento congiunto di M5S, Pd, Iv, Lega e Fi. Emendamento che attenua il testo originario del decreto sul blocco degli sfratti, esteso fino a tutto giugno nel caso in cui morosità dell’inquilino sia stata accertata dopo marzo 2020. Bisogna invece liberare gli immobili a partire dal 1° aprile se si è morosi da prima di marzo 2020 e dunque questa condizione non è legata alla crisi pandemica.

Sfratti, nuove regole anche per i negozi

Attualmente, invece, la misura è del tutto indiscriminata perché vale anche per le situazioni ante-Covid. La modifica è stata introdotta su indicazione delle Commissioni Finanze e Giustizia, le quali hanno ritenuto opportuno introdurre la distinzione. L’emendamento introduce una distinzione anche per gli immobili ad uso non abitativo, come i negozi. Oltre al criterio del 1° marzo legato alla pandemia, bisogna infatti controllare se il codice Ateco dell’attività non rientri in quelli del decreto del governo del 25, per i quali era stata imposta la chiusura causa lockdown. In quel caso, lo sfratto tornerà possibile dal 1° aprile. Sulla norma ha espresso parere positivo anche Confedilizia, che ora chiede al governo di adeguarsi e di ristorare i proprietari che hanno subìto danni.

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Stop agli sfratti solo se non si paga da inizio pandemia

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L’arrivo in aula a Montecitorio, dopo il voto nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali, è previsto per lunedì. Tra le varie novità anche il prolungamento dei termini per il bonus vacanze, quello – a fine 2022 – per il passaggio al mercato libero dell’energia. Poi ci sono anche questioni più delicate e divisive, come le concessioni per le trivellazioni in mare e il tema della prescrizione.