La campagna vaccinale di Draghi mette il turbo: l’exit strategy del premier

Il presidente del Consiglio Mario Draghi sta realmente cambiando qualcosa riguardo la situazione vaccinale in Italia. Un approccio “pragmatico” alla campagna vaccinale, come è stato definito, che permetterà al nostro Paese di vedere una luce di speranza in fondo al tunnel. 

campagna vaccinale draghi

In un videomessaggio Mario Draghi ha annunciato il peggioramento dell’emergenza sanitaria che vedrà, probabilmente, un’ulteriore stretta sulle misure. Contestualmente però alle chiusure si accelererà il più possibile sulla campagna vaccinale per intravedere “una via d’uscita non lontana” come dice nel messaggio. Il sacrificio di chiudere e stringere sulle misure non porterebbe alcun beneficio se non accompagnato dalla potente accelerazione sui vaccini. L’obiettivo di Draghi è quello di portare l’Italia fuori da questa emergenza whatever it takes, alla sua maniera ed è proprio quello su cui si basa la sua Exit strategy.

Non solo discorsi programmatici e buoni propositi, le accelerazioni sulla campagna vaccinale per Draghi sono la priorità e sta effettivamente lasciando il segno. Lodato anche dal Financial Times, che sottolinea come in meno di un mese il neo premier abbia preso delle decisioni che hanno cambiato l’approccio ai vaccini in Italia, Draghi ha mantenuto fede alla sua parola. La prima cosa che ha fatto è stato cambiare i vertici del team che si occupa della campagna vaccinale e sta lavorando ad un progetto del piano di somministrazioni. Il progetto di Draghi è quello di utilizzare tutte le risorse a disposizione per massimizzare la somministrazione dei vaccini.

Alla luce di questo, Draghi la settimana scorsa ha deciso di bloccare l’esportazione di 250mila dosi di vaccino AstraZeneca in Australia, dove la situazione peraltro è molto meno grave della nostra. Questa scelta è stata presa su base legale e con l’approvazione dell’Ue, ma è stato il primo Paese a farlo e altri paesi europei ora stanno pensando di muoversi su questa linea. Una decisione che ha visto non poche critiche, alcuni politologi lo hanno definito “sovranismo vaccinale”. Ma al momento non sono le critiche e i commenti degli esperti a cui deve badare Draghi. Ma ha un obiettivo: quello di vaccinare tutta la popolazione italiana.

Tra rinnovamenti e accelerazioni: la nuova campagna vaccinale di Draghi

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Per farlo, ha deciso di rinnovare i vertici della campagna vaccinale e sta cercando di centralizzare le somministrazioni, che però sono gestite dalle Regioni. Una mossa attesa e sperata è stata quella di sostituire il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri con Francesco Paolo Figliuolo. Un’altra figura importante è il capo della Protezione civile, anche lui sostituito da Fabrizio Curcio. Figliuolo è un militare esperto di logistica e si occuperà di potenziare la distribuzione. Per la somministrazione dei vaccini dovrebbero essere utilizzati anche i drive through utilizzati per i test che attualmente sono 143 ma 200 sono in arrivo. Le ipotesi degli ulteriori punti vaccinali sono di utilizzare tutte le palestre, caserme e aziende.

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Entro fine marzo dovrebbero essere consegnate circa 9 milioni di dosi e nel mese successivo altre 52milioni di dosi. Entro giugno dovranno essere circa 60 milioni di dosi somministrate. Parlando di numeri, le prospettive dovrebbero essere di circa 700mila iniezioni al giorno. Ad aprile dovranno arrivare anche le 30milioni di dosi di Johnson & Johnson. Un altro cambiamento dell’exit strategy di Draghi è la redistribuzione delle dosi tra le regioni che sarà in base alla popolazione residente e non più per target. Bisogna accelerare ancora di più perchè c’è da recuperare il tempo perduto e contrastare questa terza ondata che pare essere sempre più pericolosa. Per far ripartire il mondo del lavoro, inoltre, Draghi pensa alle vaccinazioni per i lavoratori, a prescindere dall’età pe rendere il mondo del lavoro covid free.