Niente zone gialle fino al 30 aprile. I ristoratori si preparano a chiudere per un altro mese

La bozza del Dpcm prevede misure soltanto in zona arancione e rossa. Niente più zone gialle, fino al 30 aprile. Ciò significa che determinata attività si preparano ad affrontare un altro mese di chiusure. 

Nessuna zona gialla fino al 30 aprile. Il che significa, in sostanza, che i ristoratori e gestori di bar e locali possono prepararsi ad un nuovo mese di chiusure. Un altro. La bozza del nuovo decreto legge Covid, discusso nel pomeriggio in Consiglio dei Ministri, proroga il dpcm dello scorso 2 marzo , prevede misure anti contagio più rigide dal 7 aprile e per tutto il mese. E significa, tra le altre cose, che determinate attività saranno più penalizzate di altre. Se, infatti, i negozi restano aperti in zona arancione, bar e ristoranti possono respirare solo in giallo. Con zone rosse o arancioni, l’unica modalità per loro è l’asporto o la consegna a domicilio. Chi sperava di riaprire, insomma, dovrà attendere ancora e non si sa quando.

Leggi anche: In Lombardia non va tutto bene. Gli errori della Regione nella gestione Covid

C’è un però. Il Cdm prevede possibilità di alcune deroghe, nel caso di bassi contagi e dati particolarmente buoni della campagna di vaccinazione. Una speranza condivisa anche da Matteo Salvini. Il leader della Lega – che domani volerà in Ungheria per incontrare il Premier Viktor Orban – sembra non avere le idee chiare su cosa fare in Italia. Le prese di posizione dell’esecutivo dei giorni scorsi , che aveva annunciato le chiusure formalizzate oggi, aveva messo malumore nella Lega e lo scenario di chiusure, proprio in vista del periodo Pasquale, aveva scatenato la reazione proprio di Salvini che – proprio mentre Mario Draghi era in conferenza – lamentava l’assurdità di richiudere l’Italia.

Leggi anche: Nuovo progetto europeo dei sovranisti: Salvini, Orban, Morawiecki in un unico partito

Poi, però, deve aver cambiato idea. In vista del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio sulle nuove misure, Matteo Salvini è ritornato sul tema delle aperture, allineandosi alle posizioni del Presidente del Consiglio: “Sulle aperture noi sosteniamo la linea Draghi: quindi se i dati scientifici portano in zona rossa, si chiude. Se ad aprile i dati portano una regione in zona gialla lì si apre. Non ci possono essere i dati scientifici e a senso unico: quando va male scatta, sennò aspetti. È inaccettabile”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa sui progetti per il Sud della Lega.

Cosa cambia 

 

Poco cambia nel nuovo Dpcm rispetto al vecchio. Nelle zone rosse rimangono le restrizioni fino ad adesso in vigore. Una novità consistente riguarda invece le scuole. Si torna in classe fino alla prima media in tutta Italia, zone rosse comprese, e i governatori non potranno emanare ordinanze più restrittive per sospendere l’attività in presenza. “Dal 7 aprile al 30 aprile è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi fino alla prima media”, si legge nella bozza. Una posizione, quella dell’Esecutivo, che sembra avere l’intenzione di evitare cambi continui e di agire, invece, in modo uniformato sul territorio nazionale. “La disposizione non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni e, delle Province autonome”, si legge  in bozza.