Walter Biot resta in cella: “L’ho fatto per mia figlia malata”. Il gip: “Ha tradito le istituzioni”

Il gip di Roma convalida l’arresto in carcere di Walter Biot, l’ufficiale arrestato per spionaggio: “Ho preso il denaro, ma l’ho fatto perché ho una figlia gravemente malata. Ha bisogno di cure”. Il giudice: “Soggetto pericoloso”. Il figlio 24enne: “Se è vero, lo ha fatto per mantenerci”

Walter Biot resta in cella: "L'ho fatto per i debiti". Il gip: "Soggetto pericoloso, ha tradito le istituzioni"

“È vero, l’ho fatto, ma avevo un grosso problema con mia figlia che ha una grave malformazione ed è gravemente malata. Avevo dei debiti, e volevo fare fronte a questi debiti, ma non ho mai messo a rischio la sicurezza dello Stato. Non ho mai avuto alcun interesse politico e ideologico che mi ha spinto a queste azioni”.

Con queste parole il capitano di fregata Walter Biot, arrestato per spionaggio e ora rinchiuso a Regina Coeli, avrebbe ammesso, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, al suo avvocato Roberto De Vita di aver preso del denaro in cambio di documenti, ma non importanti.

Il figlio di Walter Biot: “Se lo ha fatto, era per mantenerci”

Dopo la moglie Claudia Carbonara, sulla vicenda è intervenuto anche il figlio 24enne del capitano di fregata. “L’unica cosa che credo è che se mio padre ha fatto quello che ha fatto è stato per mantenere la famiglia, per mantenere la casa, non per andare contro lo Stato, contro la patria, perchè lui per 35 anni ha servito la patria e lo Stato – ha dichiarato in un’intervista nell’edizione online di Repubblica -. Ha fatto la seconda Guerra del Golfo, è stato in Iraq, in Afghanistan”.

E aggiunge: “Una cosa così – prosegue – ci inguaia tutti. Noi stiamo con le toppe al culo, io e mia sorella facciamo lavori part time, mio padre è l’unico che ci può mantenere. Se lo congedano con disonore il rischio è che ci tolgono i bambini minorenni (Biot ha quattro figli, ndr) perché non possiamo mantenerli”.

Walter Biot resta in cella: "L'ho fatto per i debiti". Il gip: "Soggetto pericoloso, ha tradito le istituzioni"

I dettagli dell’ordinanza di custodia cautelare

L’ufficiale si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Roma Antonella Minunni, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Ma Biot si riserva di farsi interrogare più avanti. “Risponderò a tutto – avrebbe detto – ma ora sono troppo frastornato. Mi farò interrogare appena sarò in grado di chiarire”.

In totale, sarebbero 181 le foto di documenti cartacei classificati trovati nella scheda di memoria sequestrata ieri a Biot. L’analisi della memoria avrebbe evidenziato la presenza anche di nove documenti classificati come “riservatissimi” e 47 di tipo “Nato Secret”. Il dato emergere dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Minunni. Negli atti si legge che l’ufficiale arrestato gestiva documenti coperti da segreto preordinati alla sicurezza dello Stato. Biot si occupava, tra l’altro, della proiezione degli assetti italiani della Difesa in teatri operativi esteri e anche di operazioni Nato, Ue e Onu.

LEGGI ANCHE: Denise Pipitone, prelevato il Dna alla 20enne russa. Piera Maggio: “Restiamo coi piedi per terra”

Walter Biot resta in cella: "L'ho fatto per i debiti". Il gip: "Soggetto pericoloso, ha tradito le istituzioni"

Il gip: “Attività non isolata, ha tradito le istituzioni”

Nell’ordinanza del gip di Roma vengono inoltre evidenziate le “accurate modalità nell’agire, quali ad esempio l’inserimento della scheda Sd all’interno del bugiardino dei medicinali così come il fatto che dai telefoni in suo possesso non emergono appuntamenti o contatti con l’agente russo”. Per il giudice sono “elementi sintomatici dello spessore criminale dell’indagato che non si è posto alcuno scrupolo nel tradire la fiducia dell’istituzione di appartenenza al solo fine di conseguire profitti di natura economica”.

LEGGI ANCHE: Uccise prima il figlio e poi la madre: Giulia Stanganini tradita da una frase

E non si tratterebbe di un’attività isolata e sporadica. Le sue sono state “modalità esecutive – scrive il gip – che mostrano in maniera palmare l’estrema pericolosità del soggetto stante la professionalità dimostrata nel compimento delle suddette azione desumibile dai parecchi strumenti utilizzati (quattro smartphone) e dagli accorgimenti adottati”.