Il caos domina la campagna vaccinale. Il caso AstraZeneca rischia di peggiorare le cose

La campagna vaccinale sempre più in ritardo in tutta Europa. Ancora troppi morti e troppi contagi e pochi vaccinati. Ma sono ancora tanti i dubbi sul vaccino AstraZeneca. Il caos dei vaccini tra polemiche e file al freddo di anziani. 

caos vaccini

Dopo il ritiro delle dosi del vaccino AstraZeneca, il siero della casa farmaceutica anglo-svedese è ancora sotto la stretta osservazione dell’EMA. Nonostante abbia cambiato nome per dissuadere le persone dal collegamento del vaccino con i trombi, il ribattezzato Vaxzevria è in attesa di un nuovo parere sul rapporto con le trombosi verificate. Germania e Spagna hanno indetto la somministrazione del vaccino solo agli over 60 poiché il rischio maggiore di trombosi si verifica nelle donne giovani. Probabilmente anche l’Italia sospenderà le somministrazioni di tale vaccino agli under 55. Una decisione simile la prenderà la stessa Gran Bretagna scegliendo di somministrare un vaccino differente agli under 30.

In Italia la campagna vaccinale ha subito notevoli ritardi. Tutti gli sforzi del presidente Draghi di accelerare e creare un piano vaccinale veloce ed omogeneo per tutte le regioni sembra non star producendo eccessivi effetti positivi. In Trentino Alto-Adige i medici di famiglia minacciano di non vaccinare più per le disorganizzazioni e le confusioni legate ai vaccini. Anche in Sardegna regna il caos, la regione che ha goduto della fascia bianca per molto tempo è tornata afflitta da un aumento di contagi. Nel frattempo file e maxi assembramenti di anziani davanti agli hub vaccinali mostrano una campagna vaccinale che procede molto a rilento e l’isola si trova molto indietro sulla tabella di marcia.

AstraZeneca - meteoweek
AstraZeneca – meteoweek.com

Caos vaccini, ritardi e disorganizzazioni in tutte le regioni

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Dominano le proteste anche in Lombardia, la regione è quella che più ha manifestato le difficoltà di gestione di questa pandemia a causa dei dissidi interni alla Regione. Anche a Monza file di anziani al freddo che protestano per avere la prima dose del vaccino, anziani registrati sulla piattaforma Aria addirittura ad inizio febbraio che non hanno mai ricevuto una chiamata. I ritardi e la “vaccinazione libera” ovvero di persone che si presentano agli hub vaccinali senza essere stati chiamati o che si trovano in una fascia d’età molto inferiore di quella a cui spetterebbe la vaccinazione, hanno creato il caos e il disordine. Un disordine incentivato anche dalla mancata coordinazione tra Moratti e Bertolaso.

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Il caso di AstraZeneca ha generato solo altri rallentamenti, la popolazione è spaventata dagli episodi di trombosi e da quello che potrebbe succedere. Soprattutto, c’è molta confusione e poca chiarezza e questo non favorisce la fiducia nel vaccino che spesso viene rifiutato. L’Ema potrebbe decidere di limitare il vaccino AstraZeneca e somministrarlo solo agli over 65 e questo preoccupa Zaia. Il governatore del Veneto si è mostrato seriamente preoccupato per tutta quella fascia di popolazione che dovrebbe ricevere un vaccino diverso dall’AstraZeneca. Le dosi di Pfizer e Moderna al momento non basterebbero a coprirla. Un ulteriore stop alla campagna vaccinale poichè quel vaccino era stato creato appositamente per il target 16-65 anni e come un paradosso, oggi è proprio quella fascia d’età che non può ricevere il vaccino AstraZeneca. Questo sconvolge tutto il piano vaccinale che già arranca.

La speranza che salvi la campagna vaccinale può arrivare solo da un altro vaccino. La Germania va verso l’accordo bilaterale con Sputnik, il vaccino russo. Se il caos continua a sconvolgere il piano vaccinale di Mario Draghi, probabilmente il premier può prendere la stessa decisione.