Lega e FdI poco più su di Pd e M5S: a fare la differenza sarebbe FI

Gli ultimi sondaggi politici indicano una situazione di quasi pari merito tra la coalizione di Lega e FdI e quella di Pd e M5s.

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Matteo Salvini, leader della Lega, e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Credit: Archivio Meteoweek

Non è più così certo il risultato delle prossime elezioni politiche in Italia. Almeno stando ai numeri che emergono nelle ultime settimane dai sondaggi. Un esempio è l’analisi realizzata nella settimana a cavallo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile dal Radar Swg. Ciò che resta sempre uguale è il partito che raggiungerebbe il maggior numero dei consensi: la Lega. Il Carroccio continua ad aggiudicarsi il primo posto sul podio e nelle preferenze degli italiani. Secondo le intenzioni di voto firmate Swg, il partito di Matteo Salvini riscuoterebbe alle urne il 22,8 per cento, distaccandosi dal Partito democratico di 4,4 punti percentuali.

Le intenzioni di voto

Subito dopo la Lega, infatti, si posizionerebbero i dem con un consenso pari al 18,4 per cento. A seguire, con meno di un punto percentuale di distanza, Fratelli d’Italia con il 17,6 per cento. E il Movimento 5 stelle alle calcagna, con il 17,5 per cento. Una differenza minima di 0,1 punto percentuale. Molto distanti dai primi quattro partiti d’Italia si piazzano il gruppo politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, con il 6,8 per cento dei consensi. Azione con il 3,5 per cento, Sinistra Italiana con il 2,7 per cento, Italia Viva con il 2,4 per cento, i Verdi con l’1,9 per cento. Più Europa otterrebbe l’1,8 per cento e Cambiamo l’1 per cento. Ma cosa significa questo?

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Le possibili coalizioni

Questo significa che, se i risultati elettorali dovessero rispecchiare i sondaggi di queste settimane, la vittoria dell’una o dell’altra coalizione sarebbe incerta. Per l’una si intende la coalizione di centrodestra formata da Lega e Fratelli d’Italia, i partiti sovranisti da cui Berlusconi si è spesso dissociato. Per l’altra si intende la neocoalizione, formata durante il governo Conte bis, composta da Pd e M5s, a cui si aggiungerebbero probabilmente Sinistra Italiana e Azione.

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Forza Italia come ago della bilancia

La prima arriverebbe al 40,4 per cento, sommando i consensi di Lega (22,8 per cento) e Fratelli d’Italia (17,6 per cento). La seconda raggiungerebbe il 35,9 per cento, considerando solo Pd (18,4 per cento) e M5s (17,5 per cento). Se a dem e cinquestelle si dovessero davvero unire due dei partiti minori, ad esempio Sinistra Italiana con il 2,7 per cento e Azione con il 3,5 per cento, arriverebbe addirittura al 42,1 per cento. A questo punto Forza Italia sarebbe l’ago della bilancia: porterebbe al governo la coalizione con la quale deciderebbe di schierarsi con il suo 6,8 per cento.