Fedez contro censura Rai: “Sono devastato. C’è chi mi ha attaccato”

Pubblicata la versione integrale della telefonata tra Fedez e la Rai: quale sarà il futuro della TV?

L’intervento di Fedez in occasione del concertone del primo maggio ha sconvolto l’opinione pubblica, portando alla luce un sistema basato sulla censura che molti cittadini italiani non si aspettavano. Dopo la telefonata resa pubblica dal cantante sui social, è stata diffusa la versione integrale dal punto di vista di casa Rai. Una telefonata di quasi 12 minuti che poco cambia ciò che già era emerso con gli estratti condivisi da Fede.

Il telefono senza filo

Nella telefonata in questione, il primo a parlare è Lillo, amico di Fedez e tra i conduttori dell’evento, che cerca di placare le acque prima di dare il via a un telefono senza filo che sembra non finire mai. Prima interviene il capo-progetto Massimo Cinque, poi la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani, e ancora il discografico Massimo Bonelli, tra gli organizzatori della manifestazione dei sindacati. 

Le parole di Bonelli

La telefonata va avanti in un susseguirsi di azioni in difensiva in cui nessuno vuole davvero prendersi la responsabilità di quanto si sta chiedendo a Fedez. Dopo aver più volte smentito che gli interventi degli artisti in Rai vengano in qualche modo controllati, si sente Bonelli dire: “Noi chiediamo a tutti se ci sono testi espressi, ma solo per prassi”.

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Il “sistema” di Massimo Cinque

A questo, si aggiunge il commento di Massimo Cinque, che inizia a parlare di “sistema” e del fatto che Fedez ci si debba adeguare. L’autore televisivo dichiara che il servizio pubblico è il servizio pubblico e che i nomi e cognomi non potevano essere citati perché non c’era una controparte

La censura secondo Ilaria Capitani

La vicedirettrice Ilaria Capitani, invece, spiega che la Rai “non ha alcuna censura da fare” ma che ritiene il palco del Concertone un contesto inopportuno per le dichiarazioni che Fedez ha intenzione di fare. Dichiarazioni che per gran parte si limitano alla pura citazione. Com’è noto, infatti, il cantante si è sempre schierato in favore del DDL Zan, attaccando ripetutamente il Senato per i continui rinvii. Il Primo Maggio è stato per lui un altro mezzo da utilizzare per diffondere ulteriormente il messaggio a sostegno della legge contro l’omotransfobia, e per farlo ha riportato alcune dichiarazioni di personaggi della Lega.

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Le parole di Fedez

La mattina dopo la manifestazione, il rapper ha anche rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano La Stampa. “Meno male che ho registrato tutto”, ha detto. “Non c’è alcun limite alla vergogna”. Il cantante non ha nascosto di essere devastato da tutto ciò che è successo, di avere dormito poco o niente e di essersi ritrovato ad affrontare gli attacchi di molti che hanno cercato di remargli contro. “Non voglio sembrare uno che vuole sfruttare questa situazione per apparire. Quello che volevo dire l’ho detto. Se la Rai vuole fare chiarezza, bene” ha concluso Fedez. Si prevede sicuramente un periodo critico per la Rai, che dovrà rispondere di fatti e parole di cui esistono prove incontrovertibili.