Agricoltore sposta il confine Francia-Belgio: rischio incidente diplomatico

In Belgio un agricoltore ha “invaso” di due metri il confine con la Francia: un errore che potrebbe provocare un incidente diplomatico. 

Agricoltore sposta il confine Francia-Belgio: rischio incidente diplomatico - www.meteoweek.com
Agricoltore sposta il confine Francia-Belgio: rischio incidente diplomatico – www.meteoweek.com – Credit: Pixabay

Una “invasione” di due metri. Anzi, due metri e 29 centimetri per la precisione. È questa l’entità dell’errore fatto da un agricoltore belga. Ma cosa significa? Il contadino del Belgio ha spostato di circa due metri e mezzo il cippo commemorativo che dal 1819 indica la linea di demarcazione con la Francia, perché impediva il passaggio del suo trattore. L’atto del contadino, fortunatamente, non ha portato a scontri di carattere politico per il momento. Ma il rischio c’era.

La scoperta del confine “invaso”

La scoperta del confine spostato è stata fatta da un appassionato di storia locale, mentre passeggiava tra i boschi alla frontiera franco-belga di Bousignies-sur-Roc, comune francese nel nordest. La notizia è stata poi ripresa dalla stampa locale di entrambi i Paesi interessati e riportata anche dalla Bbc. L’uomo che si è imbattuto per caso nel cippo commemorativo si è presto reso conto che era stato spostato. Infatti la pietra di confine – posta tra le località di Bousignies, in Francia, e Montignies, in Belgio – risale al 1819.

Il post del sindaco di Erquelinnes

È stata piazzata sul terreno pochi anni dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte nella battaglia di Waterloo, quando fu delimitata per la prima volta la frontiera tra la Francia e l’attuale Belgio. Il sindaco del villaggio belga di Erquelinnes, David Lavaux, ha commentato la vicenda con un sorriso. Assicurando in ogni caso che tutto sarà rimesso al suo posto. “È stata spostata la pietra del 1819, il Belgio e il nostro comune sono diventati più grandi; ma chiaramente i francesi non sono d’accordo. Bisognerà rimettere le cose a posto”, ha scritto su Facebook.

LEGGI ANCHE: Vaia: “Rendiamo la scuola più sicura. Avanti con i vaccini ai più giovani”

Ironia a parte, Lavaux non ha dimenticato di sottolineare che, qualora l’agricoltore non collaborasse per rimettere la pietra al suo posto originale, potrebbe anche affrontare conseguenze legali. “Se mostrerà buona volontà – ha sottolineato il sindaco di Erquelinnes – risolveremo la faccenda amichevolmente. Va da sé che, se dovesse verificarsi il contrario, la risoluzione del problema non sarebbe più così amichevole.

La storia del cippo e le possibili conseguenze della vicenda

Il cippo commemorativo, oltre ad avere un valore storico non indifferente, funge ancora da delimitazione tra i due Paesi. Per questo un piccolo errore, fatto probabilmente in buona fede, potrebbe trasformarsi in un incidente diplomatico se le cose dovessero complicarsi. Infatti il confine tra Francia e Belgio, che si estende per 620 chilometri, venne stabilito in applicazione del Trattato di Kortrij, firmato il 28 marzo 1820 nell’attuale Museo delle Arti Broelmuseum nella città belga. Con quel trattato venivano stabiliti i confini tra la Francia e il Regno dei Paesi Bassi.

LEGGI ANCHE: Morti sul lavoro, la strage silenziosa di cui la politica non parla

Ad oggi, i confini non sono cambiati. Fatta eccezione per qualche minimo cambiamento. Quindi la pietra ha ancora la stessa utilità pratica. Le autorità locali del Belgio hanno quindi contattato l’agricoltore, invitandolo a riporre la pietra nel punto in cui si trovava inizialmente. Se il contadino farà un passo indietro, sarà tutto risolto. Se invece, al contrario, l’agricoltore belga dovesse mettere dei paletti, potrebbe finire al ministero degli Esteri belga. A quel punto potrebbe essere convocata una commissione di frontiera franco-belga. E si tratta di un’eventualità non facile, dato che la commissione non si riunisce dal 1930.